F1, Montezemolo: in Ferrari a vita, in politica forse

Ferrari: Montezemolo rinnova l'impegno alla presidenza

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    F1, Montezemolo: in Ferrari a vita, in politica forse

    Arrivano dichiarazioni importanti dal presidente Ferrari Luca di Montezemolo. Le voci di un suo ingresso in politica aleggiano come sempre nell’aria, soprattutto in caso di consultazioni elettorali. Il numero uno di Maranello, intervistato dall’International Herald Tribune, dichiara di sentirsi come “sposato con la Ferrari” e spiega che difficilmente metterà nell’angolo questa sua passione per il Cavallino Rampante. Ufficialmente, per altri tre anni resterà al suo posto. Un eventuale ingresso in politica, quindi, sarà parallelo alla presidenza della fabbrica dei sogni.

    LUCA DI MONTEZEMOLO. Nelle sue ultime dichiarazioni pubbliche, Montezemolo non esclude del tutto un suo ingresso in politica. La novità è che pensa di abbinarlo ad una prosecuzione nella guida della Ferrari. A dirla tutta, interesse del buon Luca Cordero è chiaramente quello di manovrare i fili senza metterci la faccia in prima persona. Questa circostanza è sicuramente una notizia positiva per i tifosi della Ferrari, i quali temevano un passaggio di mano a favore di qualche rampollo della famiglia Agnelli. Le ultime indiscrezioni parlavano addirittura di Lapo Elkan.

    FERRARI F1. Tornando a parlare di sport, Felipe Massa ha raccontato cosa voglia dire lavorare al simulatore Ferrari. Sia lui che Fernando Alonso lo hanno ben spremuto in queste settimane nel tentativo di recuperare il gap che li separa dai rivali della Red Bull. In definitiva, le analogie tra una giornata di test reale ed una simulata sono notevoli:“Cominciamo a girare alle nove del mattino e proseguiamo fino all’una. Poi ricominciamo a girare dalle due e trenta circa fino alle cinque e si finisce con un debriefing, esattamente come accade in pista – racconta Massa - Di solito, si fa un primo run per cercare di acclimatarsi e poi si va avanti con serie di cinque o sei giri cronometrati”. Non mancano, però, le differenze che il pilota brasiliano sintetizza così:“Al simulatore si provano molte più soluzioni rispetto a quello che accade in pista perché in un ambiente virtuale il tempo per i cambiamenti sulla macchina è molto più rapido. Inoltre, non si perde tempo nei giri di lancio o di rientro. Da un punto di vista fisico, una sessione al simulatore è molto meno stancante perché le forze G sono minori. L’aspetto migliore? Quando si va a sbattere non succede assolutamente nulla!”. Poi, a run ultimato, si preme un pulsante e ci si trova direttamente in garage. Virtuale anche quello. Ovviamente.