F1, piloti: qualifiche non più fondamentali ma ancora cruciali

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    F1, piloti: qualifiche non più fondamentali ma ancora cruciali

    Piloti e team di Formula 1 sono profondamente convinti che le qualifiche abbiano ancora una grande importanza nonostante le nuove regole su DRS e gomme abbiano reso i sorpassi merce molto più a buon mercato rispetto al passato. C’era un tempo, ricordano i colleghi di Autosport, nel quale era un miraggio pensare di vincere un Gran Premio senza partire dalla pole position o giù di lì. Nella stagione 2013, invece, abbiamo assistito a scenari paradossali con piloti candidati alla vittoria del titolo mondiale che preferiscono rinunciare alla partenza al palo pur di avere una strategia sulle gomme più redditizia in ottica gara. Siamo alla fine del fascino delle qualifiche? No, di certo. Almeno secondo i piloti del Circus.

    Felipe Massa ha così parlato del tema:” Ovviamente non possiamo peggiorare la macchina in gara solo perché abbiamo bisogno di essere la macchina più veloce in qualifica ma è sempre meglio essere là davanti. Su questo aspetto dobbiamo lavorare. Se parti decimo, infatti, è sicuramente molto difficile lottare per la vittoria. Se si è tra i primi cinque o tra i primi tre, tutto è ancora possibile”.

    Secondo Mark Webber della Red Bull, partire in prima fila non è più così importante come lo era una volta ma non è un qualcosa che può essere ignorato:“La qualifica è diventata sempre meno importante nel corso degli anni quando al 75-80% tutto si decideva intorno al primo giro. Ora è un fattore meno significativo ma fondamentale per evitare il traffico che, oltretutto, disturba il comportamento delle gomme”.

    Kimi Raikkonen ha aggiunto:“Essere davanti aiuta a risparmiare le gomme e ti evita grossi problemi alla partenza”. Anche Stefano Domenicali, team principal della Ferrari è sulla stessa lunghezza d’onda:“Se riesci a partire davanti, allora sei in grado di gestire le gomme al meglio. Ma, vedendo la situazione delle prime gare, tutto è possibile”.

    Formula 1: ora è sport di “testa”

    C’è un’altra interessante considerazione da fare in merito alla Formula 1 odierna. Prendendo spunto dalle parole del direttore sportivo della McLaren, Sam Michael, dobbiamo parlare di sport “di testa”. Tanto più oggi di quanto non lo sia stato in passato. Una delle chiavi dello spettacolo del Circus attuale è legata al comportamento bizzoso degli pneumatici che obbligano i piloti a guidare più con il cervello che con il piede pesante. “Se si guarda alla Cina, i primi cinque posti sono stati riempiti da cinque campioni del mondo. Non è una casualità - ha affermato Michael - significa che adesso la testa conta tantissimo. I migliori dieci piloti sono tutti molto veloci in termini di talento, ma hanno esperienze diverse. Negli ultimi venti anni di F1 siamo stati abituati a corse di tipo sprint con gomme sempre efficienti e bassi carichi di benzina. Ora è diverso e mi ricorda più com’era nei miei primi anni”. Il direttore sportivo della McLaren fa notare che l’esperienza è un grosso vantaggio perché consente agli “anziani” di sapere in anticipo cosa accadrà:“Loro [i piloti esperti, ndr] possono prevedere alcune situazioni in anticipo e cambiare il loro comportamento di conseguenza. Sanno già cosa può funzionare e cosa no”.