F1, primavera bollente ma fuori dalla pista

Formula 1: facciamo chiarezza su due fronti bollenti e tra loro ben distinti

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    F1, primavera bollente ma fuori dalla pista

    E’ un momento caldissimo per la Formula 1. Ciò che avviene in pista, però, non c’entra nulla. Ci sono un paio d’argomenti bollenti che spadroneggiano dietro alle quinte. Riguardano i soldi, tantissimi, ovviamente, che il Circus genera e i nuovi regolamenti, vale a dire la direzione che dovrà prendere lo sviluppo dei prossimi anni da parte delle varie scuderie. Protagonista assoluto del primo tema è Bernie Ecclestone. Elemento catalizzatore delle attenzioni nel secondo è il presidente Ferrari Luca di Montezemolo in opposizione alla FIA. Vediamo di fare chiarezza.

    BERNIE ECCLESTONE. Più di ottant’anni vissuti a tutto gas e nessuna voglia di alzare il piede. Bernie Ecclestone può e vuole restare ancora al centro della scena controllando, gestendo e manovrando i diritti commerciali della Formula 1. Un giro d’affari notevole tra sponsorizzazioni, licenze di trasmissione dei diritti, sfruttamenti d’immagine, iscrizioni dei circuiti nel calendario, etc. Tuttavia, al di là di quel bel sentimento di onnipotenza misto a immortalità tipico degli anzianotti di successo, Ecclestone ha la lungimiranza di guardare al domani e pensare ad uno scenario alternativo. Si dice, poi si nega, che stia per entrare in F1 Rupert Murdoch. Si nega, poi si dice, poi si nega che il nome buono sia quello del miliardario messicano Carlos Slim, già sponsor Sauber e supporter della carriera di Sergio Perez. L’ultima versione di Bernie Ecclestone è che, quando sarà il momento di andare in pensione, ammesso e non concesso che mai ci sia, toccherà ad un uomo di sua fiducia, da lui stesso nominato, proseguire nella gestione di questo giocattolino. Il tutto, cercando di resistere all’uragano FOTA, l’associazione dei team di Formula 1, che proverà in tutti i modi ad erodere poteri a Mr. B. col solo fine di tagliarsi una fetta più grande nell’enorme torta dei ricavi.

    REGOLE F1 2013. Altro fronte caldo è quello del regolamento 2013. In particolare, il dibattito è aperto attorno all’opportunità di dotare le monoposto di Formula 1 di piccoli motori ecologici turbo con soli 4 cilindri. Capo dell’opposizione è il presidente Ferrari Luca di Montezemolo che tenta in tutti i modi di far crescere il fronte dei dissidenti. Inizialmente favorevole, il capo di Maranello ha cambiato idea a fine 2010. Secondo Montezemolo la vera sfida che la F1 dovrebbe affrontare è quella di far diventare ecologici dei motori da 8 o più cilindri. Del suo stesso avviso Bernie Ecclestone. Secondo gli oppositori, capeggiati dal presidente FIA Jean Todt, invece, la massima categoria motoristica deve prendere atto che il mondo dell’automobile è cambiato irrimediabilmente e che restare fossilizzati su vecchie concezioni è puro anacronismo.