Fernando Alonso: aggiornamenti sulla Ferrari buoni solo sulla carta

Massa conferma l'ordine di scuderia di Suzuka

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    Fernando Alonso: aggiornamenti sulla Ferrari buoni solo sulla carta

    AP/LaPresse

    «L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare». Il grande Ginettaccio avrebbe definito così la stagione ferrarista. E come dargli torto! Mondiale per l’ennesima stagione in fumo, un team a tratti con tensioni e attriti come non dovrebbero esistere sotto le insegne del Cavallino rampante (vedi dichiarazioni ungheresi di Alonso ed esternazioni di Monza; ndr), una seconda guida appiedata troppo tardi. Insomma, l’unica speranza e guardare avanti.

    Dopo Suzuka, emergono due aspetti interessanti per leggere meglio la stagione. Da una parte Alonso, allineato alle dichiarazioni dei vertici tecnici e con il dito puntato sugli aggiornamenti sbagliati (ma chi dà certe direttive sull’indirizzo degli sviluppi? E come vanno ripartite le responsabilità?), dall’altra un Felipe Massa che si è messo di traverso di fronte all’ordine di scuderia, la richiesta di cedere la posizione ad Alonso. Un clima da ultimi giorni di scuola che non avrà conseguenze ma la dice lunga su quale sia il momento attuale.

    L’ordine di scuderia

    Eravamo rimasti al Multi21 di Sepang, targato Red Bull, firmato Chris Horner, stracciato da Seb Vettel. A Suzuka ne abbiamo imparata un’altra: Multi Function strategy A. Tradotto? Levati e lascia passare Alonso.

    Rob Smedley ci ha provato e, in fondo, doveva anche immaginarlo che Felipe Massa avrebbe disobbedito. Quale sia poi il senso di impartire una tale istruzione quando il mondiale è andato a farsi benedire per l’ennesima stagione e si lotta per posizioni da favelas, in Ferrari dovrebbero anche spiegarcelo.

    Anche Massa conferma che il messaggio in codice aveva un chiaro significato: «Si è trattato di un’istruzione ed è una cosa che non rende mai felici. Ho già ripetuto diverse volte che non farò più regali a nessuno e che le ultime corse le disputerò pensando solo a me. Quello che avete visto in pista quindi è stata battaglia vera, un sorpasso reale».

    Si dibatte sul nulla, perché lo stesso Domenicali ha lasciato cadere nel vuoto quella che in altri tempi, altre corse, altre situazioni, sarebbe stata “insubordinazione”. «A esser sincero, quel che abbiamo portato a casa oggi era il massimo e non ha senso creare un caso su queste cose, perché ce ne sono altre sulle quali dobbiamo concentrarci e provare a migliorare la macchina fino al termine del campionato».

    Anche Alonso commenta l’accaduto, senza drammatizzare, consapevole di come ben altre siano le priorità al momento. «Sarebbe bello tornare ai vecchi tempi, con la Ferrari in lotta per il primo e secondo posto e decidere chi vince come fa la Red Bull: una macchina fa due stop, l’altra tre e finiscono primo e secondo. Provo a fare sempre del mio meglio e anche la Ferrari, così sarà per le ultime quattro gare». A voler mettere un po’ di pepe su un finale di stagione che non ha più nulla da dire per la vittoria del titolo, sarebbe bello ricordare come il “povero” Massa abbia dovuto ubbidire all’ordine di scuderia a Hockenheim nel 2010, quando in ballo c’era la vittoria del gran premio e non fu certo grazie a un pit stop in più o in meno che Nando salì sul gradino più alto del podio…

    Piazza d’onore da difendere

    Tornando all’attualità, c’è da conservare il secondo posto nel mondiale piloti e costruttori, tutt’altro che scontati con le prestazioni recentemente messe in mostra dalla Lotus. Trenta punti di vantaggio su Raikkonen e 20 della Ferrari sul team di Boullier non possono lasciare tranquilli. Gli sviluppi che arriveranno saranno evidentemente legati a elementi da sfruttare anche il prossimo anno e invertire il recente trend che vede la E21 più in palla della F138 sarà difficile. «Se vogliamo continuare a lottare, dobbiamo migliorare la macchina e ci sono alcune cose che possiamo portare nelle prossime gare, oltre a dover migliorare la posizione in qualifica», spiega Alonso. «Sarà difficile perché le Red Bull sono molto forti e la Mercedes sembra avere qualcosa in più, ma quello è l’obiettivo».

    Spazio anche a una review della stagione. Non dice niente di nuovo Alonso, riprendendo i concetti già espressi tempo fa da Nick Tombazis: abbiamo toppato nello sviluppo (ancora una volta, aggiungiamo noi) e le gomme non ci hanno aiutato. Più il primo fattore, che non il secondo, insistiamo. Già a Silverstone, con le stesse Pirelli di Barcellona, dove la rossa ha dominato, era chiaro come ci fossero aree critiche da risolvere, trazione in primis. Un’estate intera non ha portato a nessun miglioramento ed è questo il dato che deve far riflettere. Novità aerodinamiche bocciate in sequenza, cosa c’è che non va? Ma soprattutto, il 2014 con quali speranze lo si può affrontare?

    «Credo che il nostro problema sia stato lo sviluppo. Non siamo riusciti ad adattarci alle nuove gomme e non abbiamo fatto i passi avanti che avremmo dovuto. In particolare a luglio siamo spesso arrivati alle gare con tanti buoni aggiornamenti solo sulla carta che di fatto hanno rallentato le nostre prestazioni. Per quanto riguarda le Pirelli, le modifiche andavano apportate per forza di cose per il prosieguo in sicurezza del campionato, però alla fine qualche team è andato indietro e altri ne hanno tratto beneficio, come la Sauber».