Fernando Alonso è una macchina da guerra

Formula 1: focus su Fernando Alonso

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    Fernando Alonso è una macchina da guerra

    Mi prendo e vi prendo due minuti per parlare di Fernando Alonso. Ebbene sì. Prendo spunto dalle parole di Jackie Stewart rilasciato al quotidiano AS:“Attualmente abbiamo la migliore generazione di piloti da diversi anni a questa parte. Tutti parlano di Vettel ed anche di Hamilton, ovviamente, ma anche Button, Schumacher, Kimi, sono tutti campioni. Ci sono altri, poi, tipo Webber che hanno le qualità per vincere e piloti giovani che potranno dimostrare le loro capacità. Ma Alonso è fantastico ed è il migliore”. Per quello che si è visto in questo inizio di stagione 2012 di Formula 1, fatichiamo a non sottoscrivere quanto dichiarato dal tre volte campione del mondo. E ci tornano alla mente le impegnative parole dette dal pilota Ferrari durante l’inverno:“Sono esperto e maturo. Sono all’apice della mia carriera. Non sono mai stato così forte”.

    Fernando Alonso: una macchina da guerra

    In effetti Fernando Alonso è una macchina da guerra. E’ l’unico pilota che in tutte le difficili e complicate gare fino a qui disputate è riuscito a portare la macchina oltre il 100% del proprio potenziale. Per colpa sua, il discreto Felipe Massa è finito sotto processo. Probabilmente serve davvero guardare con più stima il brasiliano per capire che razza di mostro sia l’asturiano. Proprio quel Massa che non ha sfigurato al cospetto di gente come Raikkonen e Schumacher esce, invece, sfigurato nel paragone con Alonso. In una stagione così equilibrata e complessa, ciò rappresenta un valore aggiunto che giustifica persino il servilismo della Ferrari. Altro che raccomandato. Alonso è un fenomeno. Un fenomeno vero. Un talento quanto mai puro e cristallino che riesce ad abbinare piede e cervello come rarissimamente si è visto. “Non ha mai avuto la macchina perfetta. Non ha la vettura più veloce ed è in queste circostanze che emergono ancor di più le sue qualità”, ha ricordato e concluso il suo intervento Stewart.

    Lewis Hamilton: McLaren scomoda

    In tema di talenti puri, protagonisti di un grande avvio di stagione 2012, non possiamo non citare Lewis Hamilton. Lo facciamo per sottolineare un aspetto importante della sua annata. Il campione del mondo 2008 è stato bersagliato dalla sfortuna e dagli errori del proprio box. Senza quelli, a quest’ora sarebbe primo in classifica nonché il candidato principale per la conquista del titolo mondiale. I suoi tecnici e meccanici, invece, gliene hanno combinate di tutti i colori. Ultimo e più eclatante evento della lista nera è l’errore di valutazione durante le qualifiche che ha visto vanificare la sua strepitosa pole position. Di fronte al suo malcontento, si fa sotto la Mercedes di Norbert Haug e Ross Brawn che prova a tentarlo come opzione per il 2013. Il team principal della McLaren, Martin Whitmarsh, però, si dice sicuro che certi episodi negativi non condizioneranno le scelte di Hamilton:“Lewis ha costruito un grande rapporto con la squadra, si sente bene con il gruppo, è in buona forma e vogliamo lavorare con lui ancora per molto tempo”. Sarà dello stesso avviso l’anglo-caraibico?