Fernando Alonso snobba la McLaren: gesto folle o presagio di pesante penalizzazione?

Fernando Alonso snobba la McLaren: gesto folle o presagio di pesante penalizzazione? forse briatore sta muovendo ilò suo potere politico in federazione per riprendersi il campione del mondo

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    Fernando Alonso snobba la McLaren: gesto folle o presagio di pesante penalizzazione?

    Fernando Alonso non si presenta all’incontro “tra amici” a bordo dello yatch dello storico socio McLaren , Mansour Ojjeh, e butta benzina sul fuoco delle polemiche: non c’è dubbio, è lui il cattivo. Messa così, quindi, l’azione di Alonso sembra un gesto folle e controproducente. Ma se mettiamo assieme alcune tessere dell’intricato mosaico che lo vede protagonista, possiamo arrivare a ben altre conclusioni.

    Quello che il mondo della Formula 1 sembra voler raccontare è che Fernando Alonso abbia volontariamente e deliberatamente dato buca ai massimi vertici del team che lo avevano invitato, assieme ad Hamilton, Ron Dennis e tutti gli altri, a bordo dello yatch di Monsou Ojjeh.

    E’ opinione comune che il pilota spagnolo avrebbe fatto meglio a presentarsi. Pare, infatti, che l’allegra comitiva si sia diretta da Saint Tropez fino alle coste spagnole per venire incontro alla “pigrizia” dell’asturiano. Ma lui, niente!

    Così facendo, però, sembra logico che d’ora in poi possa aspettarsi un trattamento tutt’altro che favorevole. Alonso si è fatto un brutto autogol. Doveva andarci: quantomeno si sarebbe messo la coscienza in pace e nessuno avrebbe più potuto dirgli che si stava andando a complicare la vita da solo.

    Registrato l’accaduto, quindi, è normale che i giornali stiano parlando di rottura insanabile. Ed’ è proprio da qui che nasce un ragionamento che vorrei condividere. Per permettersi un simile comportamento vuol dire che Alonso è davvero convinto e consapevole di potersi liberare a fine stagione.

    Ma chi gli ha dato questa certezza? Forse Flavio Briatore?

    Il manager piemontese lo rivuole con sé e sta lottando su due fronti. Da una parte deve far combaciare tutti gli interessi degli sponsors e quelli economici che, tra clausole rescissorie e penali, sono un ostacolo difficilmente superabile in condizioni normali. In condizioni normali: appunto. Non dimentichiamoci, però, e qui entriamo nel secondo fronte, che sono tutti in attesa della sentenza di Appello sul caso McLaren. Briatore ha conoscenze molto in alto. Amico di Bernie Ecclestone e da qualcuno indicato come possibile successore di Max Mosley alla presidenza della FIA. Oltretutto il team manager della Renault si è già posto come parte attiva nel processo ai danni del team di Woking. Insomma, se Alonso sta creando la rottura dall’interno, può darsi che dall’esterno (vedi Briatore) gli abbiano già anticipato che il team McLaren sarà vittima di una stangata alla “liberi tutti”.

    Vista alla luce di questa seconda versione, la mossa di Alonso passa da folle a perfettamente comprensibile: impossibilitato a vincere il campionato attuale per una eventuale squalifica della squadra e, di conseguenza, libero di andarsene per il prossimo anno, che interesse avrebbe a mantenere un atteggiamento di facciata nei confronti di persone che detesta?

    Ttuto ciò, ovviamente, vale ma fino ad un certo punto. Ricordiamoci, infatti, che il caldo di ferragosto potrebbe aver fatto scatenare una tempesta in un bicchier d’acqua. Per quel che ne sappiamo noi, infatti, potrebbe essere tutta un’invenzione dei giornalisti e, a quell’incontro, Alonso forse manco l’hanno invitato.