Ferrari chiama Briatore per eliminare Ecclestone

Una clamorosa notizia è uscita in questi giorni: la Ferrar sarebbe intenzionata ad ingaggiare come consulente Flavio Briatore

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    Flavio Briatore e la Ferrari, nella persona del Presidente Luca di Montezemolo, sono diventati ottimi “amici”. Partendo da questo dato di fatto, ci si stupisce solo fino ad un certo punto nel leggere su vari siti specializzati che ci sarebbe una trattativa per far entrare il geometra di Cuneo all’interno dell’organigramma del Cavallino. Risolto il problema della squalifica per i fatti di Singapore, si dice che Briatore potrebbe trovare una nuova occupazione a Maranello come superconsulente. Una figura che si occuperebbe di affari, non di pista.

    FLAVIO BRIATORE. La battaglia personale con Max Mosley sembra lontana dal chiudersi. L’ex-Presidente della FIA, infatti, lo considera ancora colpevole e si dice intenzionato ad andare avanti fino a quando non verrà ristabilita la giustizia. Dal canto suo, Flavio Briatore fa sfoggio della sentenza di Parigi che lo riabilita al 100% e non fa alcun cenno all’idea che non sia ancora emersa, in merito ai fatti contestati, un’idea precisa della sua innocenza. Basta questo alla Ferrari per interessarsi a lui? Sembra di sì.

    FERRARI. L’operazione è a lungo termine. Si parla dal 2011 in poi. Flavio Briatore verrebbe preso a Maranello per occuparsi di affari, di rappresentanza, in modo tale da lasciare a Stefano Domenicali solo il compito di dirigere le operazioni sportive. Insomma, Briatore sarebbe l’uomo Ferrari nella stanza dei bottoni, nella FOTA, per trattare con gli altri team, con Bernie Ecclestone e con la FIA di Jean Todt. Secondo alcuni, l’ex team manager Renault, supportato dall’intero Circus, finirà col prendersi prima il ruolo di interlocutore unico di Bernie Ecclestone nelle trattative per la spartizione degli introiti commerciali della Formula 1 e poi, dal 2012, di suo successore. Ad oggi la mossa pare decisamente azzardata. Ma col tempo molte cose si sistemano da sole. E sulle capacità del piemontese di “trattare” con i suoi pari, c’è poco da dibattere. Certo è che se restassero così burrascosi i rapporti con il “palazzo”, la Ferrari commetterebbe un autogol memorabile.