Ferrari e FIA insieme per portare una donna pilota nella Academy del Cavallino

La scuderia italiana, tramite il progetto "FIA Girls on Track – Rising Stars”, accoglierà una giovane pilota nel proprio vivaio

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    Ferrari e FIA insieme per portare una donna pilota nella Academy

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    donna sul podio di una gara di Formula 1, al momento, sembra un evento impossibile, ma tra qualche anno potrebbe essere realtà grazie all’accordo di collaborazione quadriennale siglato dalla Scuderia Ferrari, tramite la sua Academy, con la FIA che, tramite il progetto “”FIA Girls on Track – Rising Stars” creato dalla Women in Motor Sport Commission della Federazione Internazionale dell’Automobile, potrebbe così portare le due più promettenti ragazze tra i 12 e i 15 anni ad entrare nel programma della squadra di Maranello dedicato ai giovani piloti. Fondata alla fine del 2009, la FDA nel corso degli anni ha avuto 19 allievi, alcuni dei quali sono arrivati in Formula 1 o addirittura, com’è il caso di Charles Leclerc, al sedile da pilota ufficiale della Scuderia Ferrari.

    Nel 2021 una giovane donna potrebbe entrare nell’Academy del Cavallino

    Al termine di un articolato processo di selezione che vedrà impegnate prima le Associazioni sportive nazionali affiliate alla FIA e poi i tecnici della stessa FDA, Ferrari Driver Academy avrà la possibilità di selezionare una delle quattro ragazze che entrerà a tutti gli effetti a far parte del vivaio di giovani piloti della Scuderia e sarà schierata al via di uno dei campionati nazionali di FIA Formula 4. Lo stesso processo di selezione si ripeterà l’anno seguente e questo significa che nel 2022 potrebbero esserci due ragazze sui circuiti d’Italia e del mondo a tenere alti i colori della Ferrari Driver Academy. “Siamo davvero lieti di poter iniziare una collaborazione con la FIA su un programma così innovativo come ‘Girls on Track – Rising Stars’ Crediamo fermamente nella crescita dei giovani talenti nel motorsport, come testimonia l’impegno ultradecennale in FDA, rivolto non soltanto alla pura e semplice selezione dei migliori piloti ma anche alla loro formazione culturale, tecnica ed etica. In questo ambito, ci è sembrato doveroso fare uno sforzo ulteriore allargando il nostro raggio d’azione al mondo delle giovani ragazze che vogliono cimentarsi nelle competizioni automobilistiche dove, sebbene in teoria non esistano barriere di genere, è un fatto che l’accesso per loro sia certamente più difficile. È per questo che abbiamo sposato con entusiasmo l’iniziativa della FIA e siamo convinti di poter dare il nostro contributo per avvicinare ancora più ragazze a questo fantastico sport e, chissà, vedere una ragazza tornare a disputare un Gran Premio iridato per la prima volta dal 1976″ sono state le parole di Mattia Binotto, team principal della Ferrari.

    Sono pochissime le donne che sono riuscite a correre nella massima serie dell’automobilismo. Soltanto due, italiane, hanno preso parte a un weekend: la prima fu Maria Tesesa De Filippis, nel 1958, che in Belgio chiuse decima mentre nel 1975 toccò a Lella Lombardi, capace di chiudere sesta in Spagna guadagnando mezzo punto. Giovanna Amati invece, nel 1992, non riuscì a qualificarsi. L’ultima in ordine di tempo, invece, è stata Susie Wolff, moglie del team principal della Mercedes, che prese parte a quattro sessioni di prove libere nel 2014 e nel 2015. A Tatiana Calderon, invece, rimangono ancora speranze di successo: la 27enne colombiana, che l’anno scorso corse in Formula 2 con la Arden, è anche collaudatrice Alfa Romeo Racing.