Bahrain, la Ferrari torna a casa con molti dubbi

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    Bahrain, la Ferrari torna a casa con molti dubbi

    Conclusi i test in Bahrain per la Ferrari. In totale la scuderia di Maranello è stata otto giorni sul tracciato di Sakhir. Otto giorni nei quali, però, ci sono stati diversi inconvenienti che non hanno fatto sfruttare a pieno la trasferta in terra asiatica.

    Schumacher e Massa sono stati impegnati sia con la 248 F1 che con la vecchia F2004. Il lavoro è stato incentrato sulla ricerca degli assetti, sullo sviluppo generale della nuova macchina e sulle Bridgestone.

    I dati raccolti, assicurano quelli della Ferrari, saranno molto utili in vista dell’inizio di stagione.

    Resta il rammarico per gli inconveniente tecnici che, anche se accettabili nei test, hanno comunque rallentato il programma facendo perdere ore di lavoro.

    Ross Brawn in prima persona ha ammesso che non avevano previsto di dover fare i conti con l’affidabilità e che, a questo punto dell’anno, pensavano di aver già risolto i problemi di gioventù tipici di tutte le nuove monoposto.

    Le prove riprenderanno il 27 febbraio al Mugello. In attesa che la Rossa riesca ad eguagliare Honda e Renault, per quell’appuntamento dovremo vedere se riuscirà a convincere – finalmente – almeno dal punto di vista dell’affidabilità.

    Certo che non è tutto. Ma soprattutto ad inizio stagione è fondamentale anche sacrificare le prestazioni pur di arrivare in fondo alle gare. Avere una macchina solida, infatti, è il segreto per crescere con efficacia.

    Un segreto che, ad esempio, non conoscono alla McLaren. Dove, anche se hanno macchine eccellenti, non sempre raccolgono quanto meriterebbero.

    Tranne qualche figuraccia. Quella sì, meritata.