Formula 1 2009: team in crisi, avanti il prossimo

Secondo alcune stime pessimistiche, l'addio della Honda potrebbe generare un effetto domino sulle altre scuderie di Formula 1 che porterebbe all'abbandono di massa della competizione

da , il

    L’addio della Honda dalla Formula 1, immediato effetto della crisi economica mondiale, mette in seconda pagina tutti i temi caldi che ci hanno accompagnati per questo primo mese di pre-stagione 2009. Chi se ne frega di KERS, gomme slick e nuove aerodinamiche? Adesso c’è da capire quali reazioni scatenerà questo evento e quanti saranno i team in grado di schierarsi al via del primo GP stagionale.

    QUALI EFFETTI. Innanzitutto, si devono isolare due condizioni. Quella della Honda potrebbe restare una decisione isolata. Oppure rappresentare solo la punta dell’iceberg. In questo senso ci sono in molti pronti a scommettere su un effetto domino che porterà all’addio immediato di Toyota, Toro Rosso e Williams. Seguite a breve da Renault e BMW. Augurandoci che le ipotesi più veritiere siano quelle meno catastrofiste, l’incredibile addio della Honda pone il tema della riduzione dei costi al primissimo posto dell’agenda della Formula 1. Tanto il presidente della FIA che autorevoli esponenti delle scuderie del Circus sono concordi:”La ridefinizione dei budget non è più un tema da affrontare per regolare il campionato e dargli futura stabilita ma diventa un’emergenza immediata”. Come lo stesso Mosley fa notare, però, agire adesso è tremendamente complesso:“Stiamo lavorando per abbassare i budget e ci stiamo riuscendo in ottica 2010. Ma c’è prima da passare in mezzo al 2009!”

    TRE OFFERTE. Stando a quanto dichiarato dal responsabile della scuderia Nick Fry, per salvare la struttura che chiameremo a questo punto ex-Honda, ci sono sul piatto già 3 offerte. “Abbiamo 3 proposte credibili da valutare – dichiara Fry ad Autosport - Non posso dire altro tranne che si tratta di gruppi stranieri. Ovviamente non riusciremo a fare nulla entro la fine dell’anno ma, senza inottpi, le cose si sistemeranno tra Gennaio e Febbraio. In teoria è possibile entrare anche a campionato in corso ma puntiamo a fare le cose in tempo per la gara di Melbourne”. A chi gli chiede se l’ottimismo sfoderato non sia eccessivo date le contingenze, Fry risponde facendo notare che la situazione della Honda è molto diversa da quella della Super Aguri:“La Honda ha effettuato grandi investimenti in questi anni. Abbiamo la migliore galleria del vento, banchi motore, simulatori, un contratto con un pilota come Jenson Button ed un tecnico come Ross Brawn grazie al quale è stata progettata una eccezionale auto per il prossimo anno. Insomma, la Honda potrebbe rappresentare un grande investimento per qualcuno che punta a fare una eccellente stagione in F1 da subito”.

    I PILOTI. Fatti i nomi dei team traballanti e appurata la presenza di nuovi investitori nei pressi della Honda, resta da chiedersi cosa ne sarà dei piloti, in particolare di Jenson Button. A lui ha fatto riferimento persino l’amministratore delegato Takeo Fukui durante la conferenza stampa dell’addio:“Non ho avuto modo di parlare con Button e non so quale sia ad oggi il suo stato d’animo. Posso solo dirgli che sono molto dispiaciuto ma che non potevamo fare altrimenti”. Per il pilota inglese sono praticamente ridotte al lumicino le possibilità di trovare un sedile per la prossima stagione. La sua unica speranza è quella che la Honda riesca effettivamente a trovare un buon acquirente. Analoga situazioe è vissuta da Bruno Senna: il nipote di Ayrton, rimasto in ballottaggio con Di Grassi per il secondo sedile della scuderia nipponica, potrebbe trovarsi il ruolo da titolare assicurato. Nel caso in cui il team si salvasse, infatti, è molto probabile che venga scelta la sua presenza per richiamare e al tempo stesso dare ulteriore risalto ai nuovi sponsor.