Formula 1 2018: Hamilton lancia l’allarme affidabilità

Hamilton crede che l'affidabilità possa giocare un ruolo determinante nella conquista del titolo di F1 2018 vista la nuova regole sui motori

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    Formula 1 2018: Hamilton lancia l’allarme affidabilità

    Lewis Hamilton vuole vincere il quinto campionato del mondo di Formula 1. Vuole farlo nella stagione 2018 di F1 sfruttando a pieno la superiorità palesata dalla Mercedes negli ultimi quattro anni. Superiorità che è passata indenne anche attraverso il drastico cambio regolamentare di un anno fa. Superiorità che potrebbe esaltarsi ulteriormente nell’ipotesi in cui gli avversari, leggasi Ferrari ed i team motorizzati Renault come Red Bull e McLaren, finiscano con il soffrire di problemi di affidabilità.

    Le nuove regole sulle power unit, infatti, dicono che ciascun pilota avrà a disposizione appena 3 motori per completare l’intera stagione che raggiunge la quota record di 21 Gran Premi di Formula 1. Lo scorso anno si erano corsi 20 GP con 4 motori e non erano mancate problematiche.

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    Lewis Hamilton sa che la Mercedes 2018 sarà veloce. Per questo chiede a gran voce che sia anche affidabile:“Abbiamo l’obiettivo di completare ogni giro anche se sappiamo che sarà difficile è ciò a cui puntiamo - ha dichiarato in una recente intervista – ho grande fiducia nel team ed anche se abbiamo appena concluso un anno d’oro, non vedo perché non dovremmo ripeterci se usiamo lo stesso approccio”. Parlando di problemi tecnici, Hamilton ribadisce:“Credo che tra noi Ferrari e Renault potrebbe esserci un qualcosa che sposterà gli equilibri del campionato”. Nulla di nuovo, a ben vedere. Già nel 2017 Vettel si è giocato una grossa fetta di titolo per problemi tecnici patiti dalla sua Ferrari.

    Mercedes tranquilla:”Ok affidabilità”

    Il capo dei motoristi della Mercedes, Andy Cowell, è tranquillo. Ha sì definito “una follia” la decisione della FIA di dare ai team solo 3 motori per ciascun pilota con cui completare i 21 GP in calendario, prove libere comprese. Ma ha anche ostentato serenità per quel che riguarda il suo orticello:“Disputare 7 GP con un solo motore significa compiere un passo in avanti importante e questo richiede una grande preparazione. Abbiamo lavorato molto sulla durata dei componenti. Si tratta di un lavoro iniziato da lontano che ha chiesto una crescita progressiva. Ormai la Formula 1 è cambiata e non esistono più i motori “da qualifica”. Siamo contenti di aver lavorato sull’affidabilità senza rinunce sul fronte della potenza. Credo che, all’atto pratico, non cambierà molto per noi”. Eh già, perché il problema sarà tutto sulle spalle di quelli che inseguono poiché costretti a spingere sul pulsante delle performance dovendo fare un balzo enorme in avanti anche sull’affidabilità. Mica facile!