Formula 1 a Monaco: Ferrari, la vittoria è tabù

La Ferrari, galvanizzata dal 2° posto di Alonso in Spagna, arriva a Montecarlo per sfatare un tabù: il successo a Monaco, infatti, manca dal 2001, quando a vincere fu Michael Schumacher davanti al suo allora compagno di team Rubens Barrichello ed alla Jaguar di Eddie Irvine

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    Il Gran Premio di Monaco in programma domenica prossima sulla tortuosa pista di Montecarlo non servirà alla Ferrari soltanto per provare a ridurre il gap dalla Red Bull e recuperare la leadership nelle classifiche del Mondiale, ma anche per invertire la tendenza che da qualche anno a questa parte vede la casa di Maranello protagonista in negativo nelle gare disputate tra le strade del Principato: l’ultima vittoria ferrarista risale, infatti, al lontano 2001, quando ad imporsi fu Michael Schumacher davanti all’allora compagno di team Rubens Barrichello ed alla Jaguar di Eddie Irvine.

    Da quella stagione, sono arrivate solo delusioni per le Rosse: nel 2002 fu la McLaren di David Coulthard ad imporsi per 1 secondo su Schumacher, mentre Barrichello concluse 7° e fuori dalla zona punti.

    La stagione successiva vide trionfare Juan Pablo Montoya e la Williams davanti alla Freccia d’Argento di Kimi Raikkonen ed alla Ferrari del tedesco, mentre il 2004 segna l’unico successo, finora, di Jarno Trulli, al volante della Renault e dopo un lungo duello con la BAR di Jenson Button.

    La gara di Schumacher terminò anzitempo a causa di un contatto con Montoya sotto al tunnel in regime di safety-car.

    Meglio stendere un velo pietoso sul 2005, stagione ricordata come una delle peggiori del cavallino rampante, con Michael e Rubens che si dovettero accontentare del 7° ed 8° posto dopo un sorpasso sul rettilineo dopo il tunnel del 7 volte iridato sul brasiliano che suscitò non poche polemiche.

    Polemiche che si ripresentarono nel 2006, nella gara che forse fu una di quelle che hanno impedito a Schumacher di chiudere la sua prima avventura in Formula 1 da campione del Mondo: nelle qualifiche ottiene la pole position, ma alla Rascasse ferma la sua monoposto contro le barriere impedendo a Fernando Alonso, il quale stava completando il suo giro più veloce, di scavalcarlo in classifica.

    L’episodio non passò inosservato agli occhi di Flavio Briatore, la Renault vinse il ricorso e Michael fu retrocesso dalla prima all’ultima posizione insieme al suo nuovo compagno Felipe Massa, partito penultimo a causa di un incidente in Q1.

    In gara il Kaiser rimonterà fino al 5° posto.

    L’anno dopo l’uomo di punta della Ferrari diventa il sopracitato Raikkonen, ma la storia non cambia: Kimi commette un errore in Q2, parte 15° ed in gara deve accontentarsi dell’8° posto, Massa sale sul podio ma abbondantemente staccato dalle McLaren di Alonso e Lewis Hamilton.

    Nel 2008 la Rossa monopolizza la prima fila, con Felipe Massa in pole davanti al Campione del Mondo in carica Raikkonen.

    Sfortunatamente la gara è bagnata ed a vincere è Lewis Hamilton, protagonista di una foratura che gli permette comunque di rientrare ai box e trionfare sotto la bandiera a scacchi, in quanto il team aveva anche effettuato il rifornimento durante il pit-stop.

    Massa finisce 3° alle spalle della BMW di Robert Kubica, mentre per Kimi la giornata è storta: gli viene inflitto un drive-through perchè i suoi meccanici avevano montato le gomme sulla sua monoposto a meno di 3 minuti dall’inizio del giro di ricognizione ed in seguito danneggia il muso della sua monoposto dopo un contatto all’uscita dal tunnel, con la Force India di Adrian Sutil, il quale fino a quel momento occupava la quarta posizione con una monoposto assolutamente non ai livelli di quella attuale, costringendolo al ritiro e ad un conseguente rientro ai box in lacrime, poichè il tedesco avrebbe potuto realizzare il sogno di una vita arrivando ai piedi del podio con una vettura da ultima fila alla prima stagione in Formula 1 (le sue precedenti denominazioni erano state Jordan, Midland e Spyker).

    Kimi chiuse 7°.

    Nella passata stagione Raikkonen partiva 2° alle spalle del poleman Button e Massa 4°: il finlandese fu sopravanzato al via dalla BrawnGP di Barrichello, ma le Rosse conclusero al 3° e 4° posto trasmettendo ai tifosi un segnale di risveglio piuttosto incoraggiante in una stagione decisamente incolore.

    Siamo consapevoli che attualmente è la Red Bull la monoposto più veloce del lotto, ma il secondo posto ottenuto in Spagna da Alonso, vincitore a Monaco nel 2006 e 2007, è un segnale che fa arrivare la Ferrari a Montecarlo col morale piuttosto alto, anche se sicuramente non sarà facile tornare al successo data la competitività degli avversari, tra i quali comprenderei anche il ritrovato Michael Schumacher.