Formula 1: Alguersuari impara da Schumacher

I giovani esordienti del Mondiale 2010 di F1 vanno a scuola di grinta da Michael Schumacher

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    Michael Schumacher ha trovato un nuovo impiego in F1. Dopo il ritiro dalle competizioni nel 2006 e gli anni passati in veste da consulente al muretto della Ferrari, il 7 volte campione del mondo ha deciso di rimettersi al volante (questa volta della Mercedes GP) e lanciarsi alla conquista dell’ottavo titolo iridato, ma per ora l’impresa sembra abbastanza ardua. Il pilota tedesco fatica a prendere il ritmo e non riesce a stare davanti nemmeno al compagno di squadra Nico Rosberg, anche se la situazione sembra non bruciargli particolarmente. In Malesia il pilota della Mercedes si è dovuto ritirare dopo appena 10 giri per la perdita di un bullone, giusto il tempo però per dare la carica a uno dei giovani esordienti di questa stagione.JAIME ALGUERSUARI. Il pilota ufficiale della Toro Rosso, ha infatti ringraziato il re della F1 per i punti conquistati nel gran premio di Sepang. Lo spagnolo, ritiene che il nono posto in Malesia, sia il risultato di una consapevolezza di gara acquisita grazie alla “lotta” ruota a ruota con l’ex campione del mondo in Australia. Come dire, Alguersuari come San Paolo, folgorato però sulla via di Melbourne, ha iniziato così la sua scalata verso la zona punti. “Assolutamente” ha dichiarato lo spagnolo ad Autosport, alla domanda se gli insegnamenti del “maestro”, classificatosi davanti a lui al decimo posto in Australia, lo avessero spinto a migliorarsi ulteriormente in Malesia. “Michael mi ha mostrato come si guida una monoposto di F1 al limite e come essere aggressivo nei confronti degli altri piloti. Combattere con lui a Melbourne e riuscire a tagliare il traguardo è stato molto importante”.

    GP MALESIA F1. A Sepang, Alguersari ha subito mostrato la grinta acquisita lanciandosi in un duello con la Williams di Nico Hulkenberg. “Capire il livello di aggressività necessaria in gara è la chiave del successo in F1. In quel momento pensavo solamente ai punti. La stessa sensazione che avevo avuto con Michael”. Nonostante l’entusiasmo per la conquista dei primi punti della sua carriera in F1, il giovane pilota sa di dover migliorare ancora molto e ritiene che ci vorrà almeno metà stagione per lui prima di poter cominciare ad affinare la sua performance. “C’è ancora molta strada da fare ed è in salita, ma non vedo l’ora di correre in Europa, sui circuiti che conosco bene e dove potrò mostrare le mie capacità al cento per cento. La mia consapevolezza della monoposto sarà maggiore per allora, per questo mi aspetto molto dalla seconda parte della stagione”.