Formula 1: Briatore umilia Mosley

Flavio Briatore vince la causa contro la Federazione Internazionale dell'Automobilismo e del suo ex-presidente Max Mosley

da , il

    Flavio Briatore è riabilitato dal Tribunal de la Grande Instance di Parigi. L’ex team manager Renault ha vinto contro la FIA e soprattutto contro Max Mosley il quale esce per l’ennesima volta umiliato da una vicenda che lo ha visto protagonista. Stavolta l’ex Presidente della Federazione deve ingoiare il boccone amaro di aver usato il proprio potere per infangare, senza prove certe, la reputazione di Don Flavio. Dal canto suo, il geometra piemontese ottiene un importante risarcimento morale. Non per questo si dice intenzionato a tornare in Formula 1.

    FLAVIO BRIATORE. “Sono molto felice. Preferivo risolvere la questione all’interno dello sport, ma questo non era possibile con Mosley, e rivolgersi a un tribunale veramente indipendente era la logica conseguenza”. Condannato per il complotto del GP di Singapore, Flavio Briatore si è difeso contestando i modi con i quali è stato giudicato. Ed ha avuto ragione. Secondo il tribunale di Parigi è stato vittima di un “personale desiderio di rivincita da parte di Mosley. Uno scontro personale che avrebbe condizionato l’esito del processo, alterando le procedure durante le indagini preliminari così come l’udienza di settembre, in spregio al regolamento Fia e alle stesse leggi francesi”. Tutto ok anche per Pat Symonds, completamente riabilitato. Solo dal punto di vista economico non sono arrivate soddisfazioni: del milione di Euro chiesto come risarcimento, gliene sono stati accordati appena 15 mila.

    FORMULA 1. Briatore di nuovo sulla piazza ma disinteressato a tornare in Formula 1. Almeno per il momento:“Se rientro in F1? Al momento l’unica Formula che mi interessa è la ‘Formula bambino’. Sono molto più sereno adesso, il male che mi ha fatto questa decisione della Fia è stato grande, quello che mi ha fatto Mosley è stato grandissimo”. Ha detto l’ex team principal Renault ai microfoni di Raisport. Difficile, però, credere che la vicenda sia finita qui. La FIA ha già fatto sapere che lo ritiene ancora fuori dalle competizioni e che si appellerà a questa decisione che, di fatto, critica i modi ma non scagiona l’italiano dalle accuse di frode.