Formula 1 da salvare: i grandi si incontrano! Ci sarà anche Briatore? Le idee di Lauda

Bisogna trovare nuove idee per salvare la Formula 1

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    Formula 1 da salvare: i grandi si incontrano! Ci sarà anche Briatore? Le idee di Lauda

    Si chiama “Popularity Working Group”, il nuovo organismo nato con l’obiettivo di risollevare la popolarità della Formula 1 e salvarla da morte certa. Se state leggendo questo articolo, significa che siete ancora degli affezionati, non avete ancora cambiato canale e, quindi, potreste ritenere superfluo tanto affanno da parte dei grandi attori del Circus. La verità, raccontata in primis dai dati di ascolto dei Gran Premi moderni, è che il grande pubblico si sta pian piano disaffezionando. Perché? Come invertire la rotta? Di questo parleranno domani a Londra Marco Mattiacci della Ferrari, Toto Wolff della Mercedes, Christian Horner della Red Bull oltre a Charlie Whiting in rappresentanza della Fia e Bernie Ecclestone come gestore della parte commerciale. Il tavolo è aperto e si suppone la presenza di altri rappresentanti dei team. Il vero ospite a sorpresa, però, udite udite, risponde al nome di Flavio Briatore. L’ex team manager Renault non sembra voglia assumere un vero ruolo in questa missione ma pare sia attirato dall’idea di dare il proprio contributo in veste di consulente.

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    Briatore: pericolo o risorsa?

    Sappiamo già cosa pensa Flavio Briatore. Lui vorrebbe macchine molto simili tra loro, due miniGP nel weekend, griglie con estrazioni a sorte, zavorre per rallentare quelli più forti, etc. Secondo lui la Formula 1 deve essere spettacolo puro in barba ad argomenti noiosissimi ed incomprensibili al grande pubblico come ricerca e sviluppo. Quest’ultimi, però, va ammesso, sono proprio quelli che nel corso dei decenni hanno decretato il vero prestigio della categoria che si vanta di essere la massima espressione tecnologica applicata all’automobile. In questo momento la Formula 1 è un ibrido che non piace a nessuno: non c’è più tecnologia al top ma nemmeno agonismo allo stato puro in quanto i piloti si devono preoccupare più di gestire la macchina che seguire la loro natura e spingere al limite.

    La ricetta di Lauda

    Gran Premio di Forumla Uno, d'Austria 2014

    L’emblema della Formula-crisi sta tutto negli spalti mezzi vuoti del GP di Germania. C’era un pilota tedesco che vinceva con una macchina tedesca. Ci si aspettava il pienone dei tempi di Schumacher. Così non è stato. “A Hockenheim la colpa è stata degli organizzatori – ha dichiarato Niki Lauda in un’intervista alla Gazzetta dello Sport– dei biglietti troppo cari. In Austria, Dieter Mateschitz ha puntato sulla pubblicità nelle radio, ascoltatissime dai giovani. Ed ha applicato la politica delle compagnie aeree low cost che io ben conosco: prezzi bassi per riempire, invece di pochi posti carissimi e tante sedie vuote”. Secondo l’ex pilota austriaco, altre due mosse urgenti interessano il sound dei motori e il dare più libertà ai piloti di battagliare ed esprimere la loro personalità:“Non bisogna interferire troppo con penalizzazioni stupide e ripetute. Il pubblico dei giovani deve tornare a vedere i piloti come degli eroi”. L’attuale direttore non esecutivo della Mercedes trova anche dei punti d’incontro con il presidente della Ferrari. Il tema è quello del divieto dei test che tanto sta a cuore a Montezemolo: Più riduci i test, più le squadre si adeguano con banchi prova statici che costano una fortuna. Eliminamo i simulatori, solo la pista ti dice se una macchina va bene o no”, ha concluso Lauda