Formula 1 di notte: da che parte stai?

Quando le gare sono lontane, si torna a parlare di altro

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    Formula 1 di notte: da che parte stai?

    Quando le gare sono lontane, si torna a parlare di altro. Torna così all’ordine del giorno il tema della F1 di notte. Lanciato da Bernie Ecclestone, vede Alonso contro Trulli, De Adamich contro Capelli…

    “Sei favorevole o contrario alle gare di Formula 1 in notturna?” E’ stato chiesto a molti addetti ai lavori tra piloti e giornalisti. E come ogni dibattito che si rispetti, i giudizi sono spaccati.

    I più scettici, capeggiati da Fernando Alonso, hanno le idee chiare:«Ho guidato in notturna a Valencia in occasione della presentazione della McLaren – ha spiegato il campione spagnolo - e per la sicurezza non è certo il massimo. Non credo che esista un sistema per illuminare affinché si possa vedere perfettamente. Ma la F1 riserva sempre delle sorprese…».

    D’accordo con Alonso anche l’ex-pilota e commentatore Andrea de Adamich:«Uno dei problemi nel correre in notturna è che la luce che arriva dall’alto impedisce di vedere tutto ciò che ti accade dietro. Credo che si debbano trovare soluzione nella tradizione, coi Gp che si corrono alle due del pomeriggio. La notte non aumenta l’appeal, casomai crea pericoli. Provate a pensare cosa potrebbe essere per un pilota guidare albuio sotto la pioggia…».

    Il fronte dei favorevoli, invece, vede tra i primi Jarno Trulli:«Secondo me dipende molto dalla qualità dell’illuminazione e dal grado di sicurezza che deve essere garantito: se queste cose ci sono perché dire di no? E’ un’idea affascinante. E poi con i kart ho già fatto gare notturne senza nessun problema».

    In sintonia con Trulli anche Wurz:«Sono favorevole. Il DTM lo fa da tempo, i piloti vedono, per cui anche noi in Formula Uno dovremmo riuscirci». E Ivan Capelli, ex pilota ed ora commentatore:«Dal punto di vista organizzativo non dovrebbe essere un problema. Ci sono molte gare che si corrono in notturna. I dubbi riguardano la sicurezza: i piloti avrebbero bisogno di un cammino di preparazione con prove collettive di guida notturna».

    Spettacolo e sicurezza sono gli argomenti che pesano sul piatto della bilancia degli intervistati.

    Ricordiamo, però, che – spettacolo o sicurezza a parte – l’idea di far correre di notte nasce per un problema di fuso orario. Aumentando i GP nell’estremo oriente, la F1 rischia di disputare troppe gare quando in Europa è ancora notte. E siccome Ecclestone ai soldi ci guarda. E siccome è l’audience televisvo che fa fare soldi, l’idea è quella di posticipare l’evento nel luogo “d’ordigine”, per trasmetterlo ad un orario “normale” dalle nostre parti. Insomma, il succo è sempre quello: fare un GP di notte, per vederlo di giorno!