Formula 1: Ferrari, ecco perché essere ottimisti

Formula 1: la Ferrari affronta il Gran Premio del Canada con la voglia di dimostrare che può ancora lottare per vincere il campionato 2010

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    Anche Jenson Button commenta con stupore il momento della Ferrari. Il pilota McLaren fatica a spiegarsi come le vetture di Maranello siano rapidamente uscite dalla lotta al vertice sebbene durante i test invernali e nelle prime gare dell’anno andassero fortissimo. “Hanno avuto un inverno perfetto. Erano veloci, molto consistenti e molto affidabili, e noi pensavamo, ‘Wow, saranno irraggiungibili’”, ha dichiarato in un incontro con la stampa canadese. Dalla Scuderia Ferrari arriva una risposta indiretta che prova a spargere ottimismo ed a ridimensionare la portata del problema sul quale ci siamo accaniti in queste due settimane.

    FERRARI. La situazione sarebbe meno tragica di quanto non sembri. A dirlo è il rivale Jenson Button:“Possono ancora rientrare in lotta, è una squadra molto forte e Fernando e Felipe sono esperti. Non si possono mai dare per spacciati. Noi non li sottovalutiamo mai”. A confermarlo sono i fatti che raccontano di una Ferrari in crisi ad Istanbul ma tutto sommato in linea con i migliori fino al GP precedente. A ribadirlo è Stefano Domenicali:“Abbiamo speso molta energia cercando di sviluppare l’F-Duct e questo potrebbe aver causato qualche ritardo nello sviluppo delle altre aree - ha ammesso il team principal Ferrari - Molte cose possono cambiare dopo ogni gara e certamente non abbasseremo la testa e non ci demoralizzeremo. Questo è quello che fanno quelli che non raggiungono i loro obiettivi, e non è certamente il caso della Ferrari.”. Dopo un altro test in rettilineo effettuato da Fisichella, gli uomini in Rosso sperano che il capitolo F-Duct sia definitivamente chiuso con il perfetto funzionamento del prezioso sistema. Se così sarà, in Canada vedremo dei bei missiloni griffati Cavallino Rampante. Dopodiché a Valencia il nuovo pacchetto di sviluppi penserà a fare il resto.

    FERNANDO ALONSO. Ecco perché essere ottimisti. Come spiega Fernando Alonso, rimasto a stretto contatto telefonico e via mail con i suoi ingegneri in queste due settimane, a nessuno piace perdere e tutti in fabbrica spingono per realizzare una monoposto competitiva. “Si è parlato tanto in questi giorni del ritardo nello sviluppo della nostra macchina ma non è esatto – l’asturiano ritratta alcune parole critiche dei giorni precedenti – nelle prime quattro gare il distacco dalla Red Bull è sempre rimasto fra i tre e i quattro decimi: posto che loro portavano degli aggiornamenti a ogni gara e che noi facevamo la stessa cosa, allora significa che anche le nostre soluzioni erano almeno altrettanto efficaci”. Il problema è arrivato in Spagna dove la F10 non ha fatto il passo avanti atteso a differenza degli altri anche per colpa dell’F-Duct. Un sistema, a parer di Alonso, irrinunciabile. Appurato, quindi, che i sacrifici sono stati inevitabili, è arrivato il momento di riscuotere qualcosa dell’investimento fatto. Il GP del Canada potrebbe dare in tal senso risposte più che positive:“In Canada vedremo una situazione diversa rispetto a quella della Turchia. E’ un circuito più simile a quelli dove siamo stati più competitivi finora in questa stagione e credo che potremo dire la nostra”, ha concluso il due volte iridato.