Formula 1, Ferrari: Montezemolo sborsa più soldi per la Scuderia

Formula 1: Montezemolo ha confermato che aumenteranno i soldi a disposizione per il team Ferrari pur di tornare a vincere!

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    Intervenuto al Consiglio di Amministrazione della Ferrari, il presidente Luca di Montezemolo ha ribadito quali siano i piani industriali del Cavallino Rampante confermando che il ritorno alla vittoria in Formula 1 è una priorità assoluta. In effetti, il cambio al vertice della Gestione Sportiva con il passaggio da Stefano Domenicali a Marco Mattiacci e il conseguente maggior interessamento da parte dello stesso Montezemolo, va visto come un punto di partenza e non uno di arrivo all’interno del processo di rinnovamento. Rinnovamento che non può avere solide basi se non “aiutato” da maggiori investimenti economici.

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    Montezemolo, analizzando i dati del primo trimestre del 2014, ha spiegato che l’obiettivo della Ferrari resta quello di non superare la soglia delle settemila automobili prodotte in totale ma di aumentare comunque i risultati economici:“E’ un impegno ancora più sfidante visto i forti investimenti nel prodotto e nella Formula 1 che necessita di uno sforzo eccezionale, anche economico, per recuperare il divario con gli avversari”, si legge su Omniauto. La prima conseguenza di questa maggiore disponibilità di risorse significa che Mattiacci avrà le mani più libere rispetto a Domenicali. Ciò dovrebbe portare a Maranello strutture di miglior livello e più cervelli. Non a caso nelle ultime settimane si parta di una Ferrari particolarmente scatenata sul mercato dei tecnici e di nuovo all’attacco per provare ad ingaggiare il genio Adrian Newey.

    Budget cap: nodo mai sciolto

    La Ferrari vuole aprire il portafoglio, ma ce la farà a dare fondo a tutte le proprie risorse? In Formula 1 impazza da mesi il tema del budget cap. L’idea di consentire ai team di risparmiare non piace a tutti. I ricchi, infatti, temono di trovare lungo la strada molti nuovi avversari che sono rimasti fino ad ora dietro semplicemente perché con meno soldi a disposizione. I piccoli chiedono a gran voce una svolta democratica ma devono fare i conti con un peso politico non all’altezza di quello dei colossi dell’auto. C’è di più: ad oggi appare ancora impossibile mettere in piedi dei seri strumenti di monitoraggio della spesa. Un esempio tra mille: è impossibile controllare se il fornitore di carburanti della Shell (o Total, o Pretonas, fate voi…) fa ricerca in proprio per dare alla Ferrari (o Red Bull, o Mercedes…) un prodotto più performante. Un caso del genere non rientrerebbe tra i controlli. Allora, qualunque team potrebbe esternalizzare tanto più le proprie attività sfuggendo facilmente al tetto di spesa. In una disciplina dove ogni giorno si interpretano le pieghe del regolamento tecnico per avere dei vantaggi sugli avversari, ammesso e non concesso che un giorno tutti i team di trovino d’accordo su quali limiti applicare, sarebbe un gioco da ragazzi fare altrettanto su quello contabile! Questa è la verità.