Formula 1: Hamilton, strategia sbagliata

Reazioni contrapposte a chiusura del gran premio d'Australia in casa McLaren

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    Il secondo appuntamento del Mondiale 2010 di F1 ha ufficialmente sancito il ritorno allo spettacolo. Dopo la prima gara in Bahrain, si era subito dato l’allarme e cercato di correre ai ripari proponendo possibili soluzioni per evitare il rischio di finire addormentati davanti al televisore. Da quanto visto a Melbourne pare proprio che team e piloti abbiano invece mantenuto le promesse, riportando lo show in pista. Il gran premio d’Australia, nonostante la diretta in orario non proprio domenicale, è stato decisamente, e finalmente, entusiasmante, ricco di colpi di scena e battaglie fino alle ultime curve.GP AUSTRALIA 2010. Il campione in carica Jenson Button ha portato per la prima volta la sua McLaren sul gradino più alto del podio, mentre il resto della torta se lo sono spartiti la Renault di Robert Kubica, autore di un’ottima gara, partito in nona posizione e giunto secondo, e la Ferrari di Felipe Massa, scattato come un lepre al via. Insomma, a Melbourne tutti soddisfatti… o quasi. L’entusiasmo per la partenza in prima fila di Vettel e Webber è stato infatti stroncato dal ritiro del pilota tedesco, che si è giocato nuovamente la vittoria, e dal nono posto dell’australiano che, dopo una gara passata a combattere nelle prime sei posizioni, ha tamponato Hamilton e tagliato il traguardo nono.

    MCLAREN. Ai box della scuderia di Woking invece, per un Jenson Button raggiante c’era un Lewis Hamilton che fumava di rabbia. Se la strategia della squadra inglese è stata determinante per far centrare a Button la vittoria, l’iridato 2008 ritiene di esser stato penalizzato anche dalle scelte del suo team. “Io c’ho messo l’anima” ha dichiarato Hamilton a fine gara, “ma la strategia scelta non mi ha per niente favorito”.

    LEWIS HAMILTON. Il pilota britannico, partito in undicesima posizione, ha recuperato in fretta e quando a due giri dalla fine ha tentato il sorpasso su Alonso, in quarta posizione, si è visto centrare dalla monoposto di Webber, e ha tagliato poi il traguardo solamente sesto. “Non capisco come mai tutti gli altri piloti davanti a me hanno fatto un solo pit stop, mentre io mi sono fermato due volte”. Ha dichiarato Hamilton, che fino alla seconda sosta era terzo davanti alle Ferrari. A fine gara i piloti che avevano effettuato un solo pit stop giravano effettivamente più lenti, ma ci si domanda in che stato sarebbero state le gomme di Hamilton se non si fosse fermato, anche se, secondo il pilota, i suoi pneumatici non erano ridotti così male da non riuscire a mantenere la posizione. Dopo l’episodio di venerdì sera e la giornata di oggi, Lewis Hamilton forse non avrà più un ricordo tanto felice dell’Australia.

    MARK WEBBER. Il pilota della Red Bull si è subito scusato con Hamilton a fine gara. La prestazione dell’australiano nel corso del gran premio è stata altalenante, caratterizzata dalla perdita di una posizione al via e dai successivi tentativi di recupero dopo il primo pit stop. Fino al rientro in pista dalla seconda sosta, dove si ritrova alle spalle di Hamilton e lo centra in pieno mentre quest’ultimo tenta il sorpasso ai danni di Alonso. “Avrei preferito che le cose andassero diversamente, ma almeno la gara è stata combattuta”. In riferimento alla collisione con Hamilton, Webber ha “incolpato” la sua RB6: “Lewis aveva preso la traiettoria perfetta, ma purtroppo non l’ho potuto evitare. L’alettone anteriore si è alzato e non sono riuscito a frenare. È stato un peccato perché sarebbe stata una bella lotta con Alonso, ma così vanno le gare”.