Formula 1: la Red Bull appoggia la FIA

Dopo l'intervento della FIA, a seguito di alcune lamentele da parte di McLaren e altri team che a conclusione della gara di Sepang avevano giudicato irregolare la sospensione della RB6 della Red Bull, il team austriaco fa sapere di essere completamente in regola e che non apporterà alcuna modifica alla sua monoposto

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    È toccato alla McLaren, e ora è il turno della Red Bull. Alla vigilia del Mondiale 2010 di F1, la scuderia britannica era stata al centro di una polemica per il design del suo alettone posteriore, giudicato irregolare secondo alcuni team. Red Bull in testa, alcuni dei big del Circus avevano espressamente fatto richiesta alla FIA affinché indagasse, e quest’ultima, onde evitare polemiche ancora prima del via, aveva programmato un viaggio al quartier generale di Woking tra gli ultimi test invernali e l’inizio della stagione.I controlli erano poi slittati direttamente in Bahrain, dove si è svolta la prima gara del mondiale, e la monoposto era stata giudicata perfettamente in regola. Forse per ricambiare il “piacere”, dopo l’appuntamento di Sepang, dove la Red Bull ha trionfato mettendo a segno la prima doppietta con Vettel e Webber, è stata la McLaren ad attaccare la squadra austriaca.

    RB6. Sotto accusa la sospensione della monoposto disegnata da Adrian Newey, che dopo le prime 3 gare si è conquistata il titolo di macchina imprendibile, specialmente dopo che i problemi di affidabilità sono stati messi da parte. Di nuovo polemica dunque. E di nuovo la richiesta dell’intervento della Federazione per calmare le acque. In Malesia, la Red Bull si era detta estranea alle voci che giravano nel paddock e la RB6 era stata controllata per bene nel corso del weekend. Tanto rumore per nulla, dal momento che anche in questo caso la FIA non aveva riscontrato alcuna irregolarità. Ma per mettere un punto definitivo alla questione, dopo Sepang, tutti i team avevano ricevuto un comunicato ufficiale nel quale veniva espressamente vietato di modificare il set-up delle vetture mentre queste si trovano all’interno del parco chiuso, tra le qualifiche e la gara. Le squadre che per la gara di Shanghai già pensavano di poter riprodurre il sistema messo sotto accusa, hanno dovuto quindi cucirsi le bocche e attenersi alle disposizioni supreme, nonostante in molti continuino a sostenere che il team di Milton Keynes sia riuscito ad aggirare il regolamento. Lo stesso discorso già sentito per l’alettone McLaren insomma: troppo veloce per essere vera? La FIA indaga, dice che è tutto in regola, ma rimane il dubbio. I diretti interessati nel frattempo smentiscono e proseguono indisturbati il loro lavoro.

    CHRISTIAN HORNER. Prima che la FIA inviasse il comunicato ribadendo le disposizioni in merito alla sospensione, Christian Horner, boss della Red Bull, aveva già avvisato come il team fosse a posto con la coscienza, e ora, a meno di una settimana dalla gara in Cina, fa sapere come le puntualizzazioni della FIA non abbiano avuto alcun impatto sul progetto della RB6. Horner, intervistato da Autosort in merito ad eventuali modifiche da apportare alla vettura, ha così replicato: “Dal punto di vista meccanico, la monoposto che scenderà in pista a Shanghai sarà esattamente la stessa delle prime tre gare. Quanto disposto dalla FIA non ci riguarda minimamente”. Parlando dei rivali e degli eventuali cambiamenti alle monoposto che questi potrebbero presentare in Cina, Horner ha dichiarato di non essere a conoscenza dei progetti altrui, e per questo non c’è motivo per cui la questione debba avere impatto sulla Red Bull, nonostante le voci vorrebbero suggerire il contrario. Horner, ha comunque liquidato l’intera questione dicendo come le accuse mosse al suo team siano semplicemente una riflessione sulla superiorità dimostrata dalla Red Bull in questo inizio di stagione. “Fondamentalmente abbiamo la macchina più veloce. Quando si è così competitivi, è inevitabile che tuoi rivali si insospettiscano e ti accusino di agire in modo “losco”. Ma noi lo prendiamo come un complimento”ha ironizzato Horner. “Sono certo che se non fossimo un team da prima fila, nessuno avrebbe detto nulla”.

    FIA. In merito al comunicato della FIA, il boss della Red Bull si è detto d’accordo con la decisione presa, dichiarando: “Ovviamente la Federazione ha sentito il bisogno di mettere in chiaro le cose, e penso abbiano fatto bene. È una sentenza delicata, che inevitabilmente permette di far risparmiare ai team molti soldi in termini di ricerca e sviluppo per creare questi sistemi, e se qualcuno lo montasse sarebbe una violazione al regolamento. Siamo decisamente contenti della scelta della FIA”.