Formula 1 nel caos ma la FIA non ha tutte le colpe!

Formula 1: la categoria è nel pieno caos e la FIA fatica a mettere ordine

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    Formula 1 nel caos ma la FIA non ha tutte le colpe!

    La bollente situazione che sta vivendo la Formula 1 oggi è di difficile soluzione. Forse il vero problema è proprio che non c’è chiarezza nella rotta che si vuole seguire e di chi siano le vere responsabilità. Tutto il resto, dalle polemiche sui regolamenti tecnico/sportivi all’imbarazzante dominio Mercedes fino al rebus sempreverde dei costi da abbassare, viene di conseguenza. Gli aspetti sui quali ci sarebbe teoricamente da intervenire sono molti ed eterogenei. Ad aggravare lo scenario è la pluralità degli attori in gioco che hanno, a loro volta, competenze ed interessi che tirano in direzioni completamente diverse tra loro. Gestire questa matassa è un’operazione non semplice per la FIA. Neppure per un sergente di ferro come Jean Todt.

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    Jean Todt ha già rispedito al mittente le proposte della Ferrari di fare gare più brevi o aumentare il carburante a disposizione per ogni Gran Premio a 110 Kg. Anche la Red Bull ha fatto delle osservazioni al presidente della FIA il quale ha garantito la presa in carico di alcune istanze. L’intento è sempre quello di ottenere dei vantaggi competitivi per rendere la lotta per il titolo mondiale più incerta e non sono ad appannaggio delle Mercedes. Nel mirino dei bibitari ci sono alcuni aspetti del regolamento sportivo da rivedere:“Ricciardo ha subito una penalità in Malesia per un pit stop riuscito male ma non è colpa sua se il team ha sbagliato - ha dichiarato Helmut Marko agli austriaci di Servus TV – visto che c’è un campionato piloti ed uno costruttori, potevano dare solo una penalità a noi e non a lui”. Il superconsulente di Dietrich Mateschitz critica anche i cosiddetti “musi bassi” delle nuove monoposto:“Si è visto che una macchina può infilarsi sotto l’altra e sollevarla. Per quest’anno non si può più fare nulla ma dobbiamo intervenire adesso per essere a posto nel prossimo”.

    Formula 1: ognuno pensa a sé stesso

    La verità è che nessuno si troverà mai d’accordo su nulla poiché ogni team mira solo a portare acqua al proprio mulino. E, fintanto che ogni attore crederà di poter far pressioni affinché le regole siano virate a proprio favore, il caos regnerà sovrano. Jean Todt lo sa e per questo ha sbattuto la porta in faccia alle richieste di Montezemolo. Ora ci aspettiamo faccia altrettanto con quelle della Mercedes che sono diametralmente opposte a quelle del presidente della Ferrari. “Noi riusciamo a gestire bene i 100 Kg e ciò significa che abbiam lavorato meglio di altri - ha dichiarato Paddy Lowe ad Autosport – gli altri dovrebbero lavorare per raggiungere i nostri stessi traguardi anche perché la nostra proposta è di abbassare il limite a 95 Kg per il 2015. In fin dei conti, il nuovo regolamento è nato proprio con questo spirito”. Il direttore tecnico dei tedeschi trova anche il tempo di ironizzare sulle proposte provenienti da Maranello:“Hanno detto di salire a 110 Kg ma poi si sono accorti che i serbatoi non erano abbastanza grandi. Allora hanno chiesto di accorciare le gare…”

    Perché Todt ha le mani legate?

    Per spiegare come non sia di facile soluzione il rompicapo Formula 1, si prenda il caso del sistema di punteggi che assegna doppi punti nell’ultima gara della stagione 2014. Nessuno è sceso in campo pubblicamente per difenderlo. Eppure sta lì. Jean Todt, tornando sull’argomento, ha spiegato:“Ho nuovamente chiesto in Bahrain allo Strategy Group se fosse intenzionato a rivedere questa regola e mi è stato risposto in larga maggioranza di no”. E’ proprio lo Strategy Group il punto. La rappresentanza dei team di Formula 1, ottenuta minacciando altrimenti di lasciare la categoria, ha grossa voce in capitolo su tutto ma, essendo composta da scuderie in guerra costante tra loro, fatica a portare avanti soluzioni che siano nell’interesse della disciplina come invece, vorrebbe/dovrebbe fare un presidente FIA (di fatto grandemente “depotenziato”). Così si genera un costante immobilismo, genesi di molte decisioni assurde o causa di interventi tardivi per apporre correttivi. E la matassa si intriga sempre più.

    E intanto la BMW pensa al ritorno…

    Il nuovo regolamento sui motori, nato per attirare nuovamente l’interesse dei grandi colossi dell’auto, per quanto contestabile, pare stia funzionando. Dal 2015 ci sarà anche la Honda in Formula 1. E poi? Forse toccherà alla BMW rifarsi viva. Secondo quando scritto da Gian Carlo Minardi sul suo sito, i bavaresi prenderanno una decisione entro i prossimi due mesi:“Rumors provenienti dalla Germania parlano di un Consiglio di Amministrazione BMW fissato per il mese di maggio con l’obiettivo di valutare il ritorno nella massima serie come motorista già nel 2015. La conferma della volontà di BMW a valutare progetti futuri è stata la continua e costante presenza di tecnici, sia durante i test pre-campionato che durante le prime gare, accumulando importanti informazioni”