Formula 1: spettacolo e paradossi

Formula 1: commento al Gran Premio del Bahrain, prima gara del mondiale 2010 di Formula 1

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    Formula 1:  spettacolo e paradossi

    Abbiamo già parlato della noia che ha caratterizzato il primo Gran Premio della stagione 2010 di Formula 1. La questione merita un serio approfondimento perché il Circus rischia di chiudersi in un vicolo cieco o, se preferite, fare come il cane che si morde la coda. Nel tentativo di ritrovare lo spettacolo si cerca di imporre soluzioni della vecchia scuola non rendendosi conto di due fattori importanti: i tempi sono cambiati e certe soluzioni, prese così da sole, non servono a niente; l’introduzione dei pit stop e di altre diavolerie servì proprio per aumentare lo spettacolo per cui non ha senso toglierle per ottenere lo stesso fine! Il problema, chiaramente, è altrove…

    PIT STOP. I rifornimenti, cari miei, sono stati introdotti per aumentare lo spettacolo, non per toglierlo! Io amo le corse a prescindere. Anche quelle dove non succede nulla. Ma se c’è qualcuno che vuole vedere i duelli in pista, allora deve sperare che i rifornimenti ci siano. Lo stesso dicasi per i cambi gomme. Se ti togliesse anche quelli, i GP sarebbero ancora più noiosi! Ve lo garantisco. Chi crede che senza rifornimenti e senza cambi gomme la Formula 1 sia più noiosa è perché non si ricorda cosa accedeva vent’anni fa. Certo, a vedere gli highlights delle stagioni di Ayrton Senna, Nigel Mansell, Alain Prost e compagni bella, sembra che fosse spettacolo ad ogni staccata ma non è così. Anche allora ci si lamentava dello spettacolo. Perché, altrimenti, si pensò di introdurre i rifornimenti nel 1994?

    FORMULA 1.Quello che sfugge ai capi della Formula 1 è che lo spettacolo, i fatti lo dimostrano, non sta nel costruire i circuiti che facilitino i sorpassi. Non sta nel fare monoposto tutte uguali. Non sta nel mettere chi sta davanti in difficoltà con più carico di carburante nella speranza che venga sorpassato da chi sta dietro. Assurdo invertire la griglia come in GP2 o fare due manche separate. Il bello della Formula 1 sta nel dare libertà a tecnici e ingegneri. Solo così si potranno vedere vetture diverse che lavorano in modo diverso e consentono approcci diversi a tecnici e piloti. Solo così la massima categorie motoristica vedrà legittimata la sua fama. La Formula 1 deve creare differenza. In ogni altro caso, si assisterà al più veloce che parte primo ed arriva primo, al secondo che parte secondo ed arriva secondo … e così via. La balla che le corse del 2010 sarebbero state tese fino all’ultimo perché i piloti avrebbero dovuto gestire le monoposto con diversi carichi di benzina è colossale. Una volta capito il funzionamento, questi professionisti del volante, tirano dal primo all’ultimo giro senza fare una piega ed amministrano la loro vettura al meglio senza tentennamenti! Il GP del Bahrain mi ha dato ragione. Avete visto anche un solo pilota strapazzare la propria monoposto? Neanche i debuttanti sono andati in crisi.

    FALSI MITI. Chiudo volendo sfatare altri due miti. Innanzitutto, le stagioni recenti della F1 sono state molto molto molto spettacolari! Solo in certi frangenti ci siamo annoiati. Non si demonizzi troppo il passato recente! In secondo luogo, la GP2 è una falsa chimera. Lì, effettivamente, le vetture sono tutte uguali e sono costruite in modo tale da rendere facili i sorpassi. Ma anche lo spettacolo che regala la serie cadetta è sovrastimato. Ci sono giovani scalmanati e tante macchine in pista che creano una bella bagarre, ma capita pure lì che le posizioni si consolidino e poi si vada avanti con gil sbadigli. Queste sono le corse: se non vi piace quello che vedete a domeniche alterne, ammette che non vi piace questo sport e andatevi a vedere qualche americanata tipo Nascar. Lì siamo sul fronte dello show e nessuno si lamenta. That’s Okay?