GP Austria F1 2014, Ferrari: Raikkonen scontento, Alonso vede positivo

Ferrari con sensazioni altalenanti dopo il gran premio d'Austria

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    GP Austria F1 2014, Ferrari: Raikkonen scontento, Alonso vede positivo

    Sensazioni contrastanti, quelle in casa Ferrari dopo il Gran premio d’Austria 2014. Raikkonen e Alonso, due facce di un’unica medaglia. Il finlandese ha finito i termini per definire il suo disagio con la F14 T e i risultati sono sotto gli occhi di tutti e descrivono come meglio non si potrebbe la differenza di passo con Alonso. Quarantasette secondi dalla vetta contro 18. «Non sono contento di come riesco a gestire la vettura. Se si riesce a fare qualcosa per le qualifiche, poi diventa molto difficile in gara. Abbiamo avuto dei problemi con i freni, poi il Drs. E’ stata anche questa una gara difficile, a lottare sempre con la macchina e faticare», dice sconsolato Kimi. Guarda anche:

    Definire “migliore” la gara di Alonso è qualcosa di decisamente ardito, tuttavia, scorrendo l’ordine d’arrivo è un quinto posto con un ritardo contenuto dai battistrada. «[E' stata] la miglior gara per me di tutto il campionato. Abbiamo finito a 18 secondi dalla Mercedes, senza safety car e tirando per tutto il gran premio. La quinta posizione era il massimo ottenibile, davanti erano più veloci e meritano di stare dove sono», ammette Fernando.

    Il prossimo gran premio, a Silverstone, dovrebbe dare un quadro più rappresentativo di quanto i miglioramenti apportati funzionino realmente. Pista da alto carico aerodinamico, dove oltre al motore servirà andar forte sui curvoni. Cosa saprà fare la F14 T? «In Canada abbiamo fatto qualche passo avanti ma non si è visto in gara, qui abbiamo introdotto miglioramenti e la macchina è un po’ più competitiva. Ci manca molto da fare, ma l’importante è andare avanti passo passo», chiosa lo spagnolo.

    Red Bull fantasma in casa

    Trovarsi le due Williams davanti è un’abitudine un po’ troppo frequente di questi tempi e la sensazione è che saranno ancora incursori fastidiosi per la rossa. Certo, c’è chi va via da Zeltweg messo ancora peggio. In Red Bull aspettano Silverstone per regalarsi una boccata d’ossigeno e mettersi nuovamente in testa al gruppetto degli inseguitori, gli “altri”, quelli che non hanno una W05 sotto il sedere. Ricciardo ha concluso in ottava posizione, Vettel – bersagliato da una sfortuna nera – si fa un giro intero senza cambio e poi magicamente riprende a funzionare. Il ritiro è stata la scelta forzata di chi non aveva niente da chiedere al gran premio e con troppi elementi della power unit già sostituiti.

    «Ci sono alti e bassi, le cose vanno così: l’ho imparato sin dai primi tempi della carriera. Dobbiamo essere costruttivi nelle critiche e cercare di migliorare. Io avrei sicuramente potuto fare un miglior primo giro, sulla macchina, invece, mi sono sentito per tutta la gara senza la possibilità di attaccare. Sono stato in queste situazioni già in precedenza, quando non avevo il pacchetto migliore in griglia: ci sono già passato, teniamo il passo delle Mercedes in curva, ma quando danno gas… ciao…», è l’analisi lucida, semplice e disarmante di Ricciardo.