GP Bahrain F1 2010: le pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle del Gran Premio del Bahrain 2010

da , il

    Pagelle dal Gran Premio del Bahrain di Formula 1 edizione 2010. Grande vittoria di Fernando Alonso e della Ferrari. Ottima prova di Felipe Massa che sale sul podio al ritorno dall’incidente e superba prestazione dello sfortunato Sebastian Vettel. Il migliore di giornata, però, è Lewis Hamilton che smentisce coloro i quali pensavano avrebbe faticato a guidare con la testa più che con il cuore e, alla fine, porta una McLaren inaspettatamente sul podio. Per motivi opposti, il peggiore è Mark Webber: l’australiano doveva e poteva fare di più.

    FERNANDO ALONSO. Esordio col botto. Fernando Alonso dimostra le sue migliori doti: sangue freddo quando in partenza vince il duello con Felipe Massa senza rischiare nulla e grande capacità di leggere la gara quando segue come un avvoltoio Sebastian Vettel tenendosi ancora un bel po’ di decimi nel taschino per un eventuale attacco finale. Grazie alla rottura della Red Bull, il suo compito diventa persino banale. Voto 7,5. Si complica la vita con una qualifica non perfetta.

    FELIPE MASSA. Batte Alonso in qualifica e lo impensierisce in gara quando gli scalpita alle spalle. Felipe Massa ritorna alle corse con una prestazione convincente. Per sua stessa ammissione, non è mai stato così bravo al debutto. Voto 7+++.

    LEWIS HAMILTON. E’ il pilota dalle mille risorse. Il pedigree del campione si vede proprio in queste circostanze. Con una McLaren che sulla carta può accontentarsi di un quinto posto come massimo risultato, Hamilton sale sul podio e vince la scommessa con quelli che credevano, causa atteggiamento aggressivo, avrebbe faticato a gestire la macchina con il nuovo regolamento che vieta i rifornimenti. Voto 8+. Particolare nota di merito al box di Woking che indovina la mossa giusta: far fermare l’anglocaraibico un giro prima di Rosberg.

    SEBASTIAN VETTEL. Bravo ma sfortunato. Sebastian Vettel inizia la stagione 2010 così come aveva disputato quella 2009. Vale a dire dando l’impressione di essere un grande interprete all’interno di un pacchetto fantastico dal punto di vista prestazionale ma non altrettanto solido quanto ad affidabilità. In qualifica è chirurgico. In gara dice che poteva spingere molto di più. Ci fidiamo. Voto 8

    NICO ROSBERG. Venerdì sera ha capito che il suo Gran Premio non si sarebbe corso contro Red Bull, Ferrari o McLaren che hanno ancora un qualcosa in più rispetto alla sua Mercedes. Rosberg ha capito che il suo GP del Bahrain sarebbe stato soprattutto il primo avvincente round contro Michael Schumacher dal quale è uscito disinvolto vincitore nonostante il 90% del mondo della Formula 1 lo avesse già bollato come vittima dello strapotere del sette volte iridato. Contro la storia: voto 7.

    MICHAEL SCHUMACHER. Prova interlocutoria del tedesco che si definisce arrugginito e mette le mani avanti guardando con invidia Fernando Alonso e la sua super-Ferrari. Per quanto sia azzardato fare dei processi dopo una sola uscita, la triste impressione è che il tempo abbia avuto la meglio sul tocco magico del Kaiser. Voto 5,5. Ricordo che il “giovane” Schumi non aveva bisogno di nessun “ambientamento” per andare forte. Ricordo che il “vecchio” Schumi si è definito giovane come un dodicenne. Crediamo che il primo a criticare il suo debutto sia proprio il diretto interessato.

    JENSON BUTTON. Il campione del mondo in carica non ha ancora trovato il giusto feeling con la McLaren. Pochi credevano che avrebbe dato del filo da torcere ad Hamilton. Da oggi sono ancora meno. Voto 5.

    MARK WEBBER. Ha raccontato di essersi annoiati a vedere i tubi di scarico di Michael Schumacher e Jenson Button. Con tutte le attenuanti del caso, non possiamo promuovere Webber che, con una Red Bull del genere, doveva quantomeno salire sul podio. Voto 4.

    TONIO LIUZZI. L’italiano è il migliore della seconda categoria della Formula 1. La partenza è anche per lui il momento chiave. E’ bravo a tenere il passo giusto e ad approfittare dell’occasione. Voto 7.

    RUBENS BARRICHELLO. E’ sempre il solito Barrichello. Pochi acuti ma tanta concretezza. Voto 6,5.

    ROBERT KUBICA. E’ l’uomo d’oro della Renault. Prova a dare visibilità alla nobile decaduta ma alla prima curva ha dei problemi con Sutil (causati dalla nuvola di fumo uscita dal retrotreno della Red Bull di Webber) e si trova fuori dalle zone calde. Lui non fa una piega e riprende a spingere ma deve accontentarsi del nono posto. Voto 6