GP Bahrain F1 2014. Hamilton: Mercedes quasi perfetta; Lauda: il flussometro resta!

Prove libere perfette per Hamilton nel venerdì del Gran premio del Bahrain

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    GP Bahrain F1 2014. Hamilton: Mercedes quasi perfetta; Lauda: il flussometro resta!

    AP/LaPresse

    Ha dato quella che può definirsi, senza rischiare l’eccesso di entusiasmo, una lezione di guida nell’unico tratto in cui conta davvero la guida a Sakhir, Lewis Hamilton. Vola nel T2 ed è lì che costruisce il tempo e stacca Nico Rosberg in entrambe le sessioni di prove libere. Eppure non si accontenta l’inglese, che ammette come «la macchina vada meglio rispetto ai test e con riferimento all’assetto, è davvero buona». Ma aggiunge dell’altro, sufficiente per intimorire la concorrenza sui margini ancora di sviluppo: «Ci sono degli aggiustamenti che dobbiamo fare per renderla perfetta, ma sono a mio agio». Figurati, se non lo è lui chi può esserlo. «Nico è molto veloce e competitivo, oggi non sappiamo quanta benzina hanno usato gli altri ed è difficile da valutare dove ti trovi», la classica dichiarazione da venerdì sera, dopo aver iniziato con il piede giusto il week end. Guarda anche:

    Preoccupa di più il meeting tra Todt, Ecclestone e team principal di domani, che non la concorrenza in pista, in Mercedes. Niki Lauda è stato molto chiaro sulle eventuali modifiche da apportare: «Una cosa è il rumore, sul quale tutti siamo d’accordo, possiamo lavorarci Ferrari, Mercedes e Renault», ha specificato. Poi andando a fondo e toccando l’argomento flussometro, l’austriaco ha spiegato quanto sia misura in grado di rivoluzionare lo spirito stesso della Formula 1: «Il flusso di benzina è importante perché quando è stato progettato il motore è stato progettato sul flusso di 100 kg/h. Si doveva pensare prima, quando sono stati fatti i regolamenti. Cambiare il flusso di benzina non è la soluzione, togliendo il flussometro andremmo a consentire a tutti di usare più motori. Possiamo discutere, ma anche i 100 kg di benzina a gara è un limite sufficiente per consentire a tutti di finire le gare». Tradotto dal verbo di Niki, in soldoni e tecnica: se mi alteri il flusso di benzina, automaticamente consenti l’adozione di misure per spingere più in là le prestazioni dei motori, con il paradosso di ritrovarsi con propulsori da qualifica, mandando per aria tutti i propositi e lo spirito iniziale del regolamento Tecnico (che ha apposto il limite di flusso orario di carburante proprio per ragioni prestazionali).

    Il motore, quel che manca a Seb Vettel per star lì davanti a giocarsela. E’ imbarazzante quanto tempo perdano le Red Bull nel T1 e T3, intermedi dove far pesare i cavalli. «E’ stata una giornata solida, stiamo imparando molto in termini di assetto e affidabilità. E’ importante fare dei giri e non avere problemi», analizza il tedesco che in Bahrain ha girato quasi più in due turni di libere che in due sessioni di test invernali. «Le Mercedes sono molto veloci, lo erano già dai test, ma anche altri team, McLaren e Williams, lo sono. C’è ancora molto da progredire per noi».

    E’ un Vettel che ha imparato ormai quanto abbia un compagno di box pericoloso, da guardare attentamente perché è lì pronto a saltargli davanti. Non in Bahrain, dove sconterà 10 posizioni di penalità in griglia, ma Daniel Ricciardo sta dimostrando di valere più di quanto probabilmente non ci si immaginasse quando è stato ingaggiato. «Abbiamo fatto un passo avanti nel pomeriggio, ma c’è ancora del margine: non è stata una cattiva giornata. [Fisicamente] è molto più semplice, perché non c’è il gran sudore di sera, è molto più fresco e la pista sembra molto più veloce». Pista esigente sui freni e trazione, oltre a richiedere quella cavalleria che manca in Renault: «Tra le cose che su una Formula 1 vuoi sempre ottimizzare, c’è la trazione, per riuscire a scaricare la potenza sull’asfalto», e la RB10 è sembrata messa meno peggio di altre macchine, protagoniste di grandi traversoni.

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