GP Belgio F1 2013: il Processo al Gran Premio! [FOTO]

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    GP Belgio F1 2013: il Processo al Gran Premio! [FOTO]

    Amici di Derapate.it benvenuti allo spazio dedicato al Processo al Gran Premio del Belgio 2013 di Formula 1. I temi che abbiamo deciso di prendere in esame dopo la gara di Spa-Francorchamps sono tre. Il primo riguarda la Lotus: con il ritiro di Kimi Raikkonen quando si trovava comunque lontano dalle posizioni che contano, il team di Enstone dimostra di non essere un serio candidato per il mondiale. Il secondo riguarda il tema pneumatici: nonostante il falso allarme per le forature nelle prove libere del venerdì, resta aperto un caso FIA-Pirelli con il contratto per il 2014 che non è ancora stato siglato. Hembery è furioso. Il terzo chiama in causa Webber: Vettel vola con una super Red Bull mentre lui si accontenta del quinto posto. Sarà mica ora di andarsene in pensione anticipata?

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    ACCUSA. Prima del Gran Premio del Belgio, Kimi Raikkonen era riuscito ad arrampicarsi fino alla seconda posizione in classifica mondiale. A Spa-Francorchamps è un eroe oltre che un idolo delle folle. Gli ingredienti per un fine settimana da protagonista c’erano tutti ma il team Lotus fa di tutto per boicottarlo. Gli sbaglia la tattica in qualifica e per la gara gli dà una macchina con un assetto sbagliato. E’ troppo lento sul dritto e non riesce a fare neppure sorpassi banali. Ciliegina sulla torta: un freno va KO molto prima dell’auspicabile.

    DIFESA. Nessun boicottaggio. Semplicemente un fine settimana sbagliato è capitato a loro così come è successo varie volte alla Ferrari (vedi Hungaroring con due macchine fuori dal podio) o addirittura alla Red Bull (vedi ritiro di Vettel a Silverstone). Il caso non esiste. La stagione è ancora lunga e, se vogliamo credere che Vettel abbia degli avversari sul suo cammino, Kimi c’è. Diversamente, non è certo stata la Lotus a fare il flop più grande…

    FIA-Pirelli: scontro senza sconto

    ACCUSA. La colpa è della FIA in questo frangente. Come Paul Hembery ha affermato, è ridicolo che ad oggi non sia ancora stato firmato il nuovo contratto per il fornitore di pneumatici della stagione 2014 di F1:”Doveva essere un affare già definito a settembre dello scorso anno anche se questo gennaio a noi sarebbe andato benissimo”. La casa italiana ha lavorato come se la riconferma fosse data per scontata salvo poi scoprire che Mr. Todt sta lavorando dietro le quinte per favorire i suoi connazionali della Michelin. Da lui non ci aspettavamo questo pessimo livello di serietà! Abbasso la FIA, Viva la Pirelli.

    DIFESA. E’ compito del presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile vagliare tutte le migliori possibilità per la Formula 1. Tra queste, evidentemente, Jean Todt ha annusato che il possibile arrivo della Michelin potrebbe dare più stabilità e sicurezza sul fronte degli pneumatici. La Pirelli ha avuto sicuramente dei meriti: ha reso le gare vibranti ed incerte. Spettacolari come non accadeva da tempo. Eppure ha creato anche tanti mal di pancia per questioni legate alla sicurezza. La credibilità della F1, tema caro alla FIA, passa anche da questi dettagli. Inoltre, Hembery & co. hanno quasi del tutto monopolizzato gli argomenti tecnici trasformando – per loro interesse promozionale – la F1 in F-Gomme. Così non va. Viva la FIA, Viva la Michelin.

    Webber: ritiro subito?

    ACCUSA. Ci mette pochi metri dopo la partenza per uscire di scena. Nella sua ultima apparizione in quel di Spa-Francorchamps poteva togliersi qualche bella soddisfazione sfruttando le grandi capacità della sua Red Bull ma… non ce la fa. E’ questo il patetico epilogo di una carriera dignitosa sicuramente, degna di rispetto senza dubbio, ma perennemente incompiuta. Webber resterà per sempre una promessa non mantenuta. Non sarebbe meglio, a questo punto, sollevarlo dall’incarico e chiamare in tutte fretta – da subito – Daniel Ricciardo? Almeno il ragazzo potrebbe fare un po’ d’esperienza con il suo nuovo team ed essere messo alla prova nel confronto diretto con Vettel. Ci pensino.

    DIFESA. Siamo alle solite. La F1 non è fatta solo di classifica finale e distacchi. Se si vuole analizzare il Gran Premio del Belgio 2013, dobbiamo farlo con cognizione di causa. Non si può semplicemente dire che Webber è bollito perché non ha chiuso la gara nei tubi di scarico di Vettel. La sua Red Bull aveva problemi nello stacco-frizione evidenziati già nel giro di formazione. Inoltre, un assetto con la 7a marcia corta privilegia la qualifica ma dà problemi in gara se chi ti sta davanti è molto veloce in rettilineo. Chissà cosa avrebbe fatto pure Vettel se non fosse riuscito a scavalcare Hamilton nelle primissime curve…

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