GP Belgio F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani

Da Green Peace a Vettel, da Alonso a Hamilton: i voti a tutti i protagonisti del Gran Premio del Belgio 2013 a Spa

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    GP Belgio F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani

    AP/LaPresse

    Alcuni grandissimi, tanti normali. Il Gran Premio del Belgio 2013 mette in risalto una frattura netta tra piloti che hanno emozionato, esaltato, e altri a navigare intorno alla sufficienza.

    Non solo Alonso, magistrale nel recupero da una qualifica infame – parzialmente anche colpa sua (e peserà nel voto finale allo spagnolo) -, ma anche un Vettel perfetto, velocissimo e obiettivamente imprendibile. Gara da mettere in bacheca anche per Ricciardo, autore di una remuntada dal fondo della griglia fino ai punti. Poi c’è la Spa di chi ha corso senza ignavia e senza lode: da Webber a Button, da Grosjean a Rosberg, fino a Massa. Gente che non ha lasciato il segno atteso.

    Green Peace, 10 e lode

    Il voto più alto di giornata va agli scalatori che prima del via hanno esposto lo striscione sulla tribuna davanti al rettilineo di partenza, in segno di protesta contro le attività della Shell al Polo.

    Firmano pole e giro veloce, perché la gendarmeria si avvicina con la gru alla velocità di un Massa qualsiasi, mentre loro, impavidi, con funi e picozza scalano il loro Everest. Eroici.

    Vettel, 10

    Formula 1, GP del Belgio 2013   La Gara

    Ha la fortuna di poter fare un giro extra al sabato, ma la sfortuna di trovarsi un Hamilton ultraterreno in qualifica. Niente lode, anche se il ritmo in gara e l’autorevolezza con cui comanda il gran premio sono da primo della classe. Attacca subito la Mercedes sul rettilineo del Kemmel, sbarazzandosene e facendo il ritmo: attenzione anche a Monza, una Red Bull così veloce sul dritto è una novità.

    Alonso, 9 e 1/2

    Formula 1, GP del Belgio 2013   La Gara

    Sì, d’accordo, tutti bravi a dire: “Merita 10 e lode!”. Ma un week end di gara non si fa solo della gara domenicale e se Nando fa saltare tutti sulla sedia per la partenza e la grinta delle fasi iniziali, con un recupero dei suoi, non va scordato il testacoda in qualifica che l’ha privato di un ulteriore giro veloce, quello che l’avrebbe fatto partire più avanti rispetto alla piazzola 9.

    Prima della sosta estiva avevamo pronosticato due gare “favorevoli” alla rossa, adesso ci sarà Monza, più critica per le ripartenze da fermo dopo le chicane, mentre il vero banco di prova sulla crescita della F138 sarà a Singapore. In tutto questo, lo spagnolo dimostra di saper rispondere con i fatti alle polemiche interne (peraltro innescate da alcune sue dichiarazioni). Una nota da leggere tra le righe: sul traguardo non è passato sotto al muretto box. Si è rotto qualcosa nei rapporti con il team?

    Hamilton, 8

    Formula 1, GP del Belgio 2013   La Gara

    Gino prende un voto alto per la qualifica da marziano. Interpreta meglio di chiunque altro le condizioni mutevoli e sa ricavarne il massimo. Al via scatta bene ma è impotente davanti a una Red Bull superiore. Porta a casa il podio e sta davanti a Rosberg. Non è stata la Mercedes delle ultime apparizioni, con il dubbio che le temperature basse ne possano aver condizionato le prestazioni.

    Rosberg, 6

    E’ il primo degli impalpabili. Parte e arriva quarto, senza mai un acuto. C’è poco da commentare sulla gara del tedesco, con Hamilton che si sta prendendo la ribalta dopo il periodo magico di Nico. Svegliaaaaaaa!

    Webber, 5 e 1/2

    Ennesima partenza da cancellare, poi Mark prova a recuperare terreno. I tempi al venerdì lasciavano sperare in qualcosa di più da parte della seconda Red Bull, ma così non accade e il quinto posto è insufficiente.

    Button, 6

    Nel segno del sei: qualifica, arrivo in gara e voto. La McLaren va meglio nel week end tra le Ardenne di quanto non abbia fatto finora, poi in gara Jenson è il penultimo a effettuare la sosta. Strategia senza grandi benefici, ma c’è pur sempre un elemento importante: essersi tenuto dietro Massa fin sotto la bandiera a scacchi. Con le differenze prestazionali tra le due macchine non è poco.

    Massa, 6 e 1/2

    Avesse continuato il gran premio con il piglio dei primi giri, avremmo dato uno zero e lo status di “Inadeguato”. Felipe recupera qualche posizione dopo il cambio di volante e fa quel che può. Certo, con il riferimento di Alonso è difficile spuntare voti alti… Comunque vada l’ultima parte della stagione, per il brasiliano è da tempo arrivato il momento di cercare nuovi lidi, stimoli e sfide.

    Grosjean, 5 e 1/2

    La sosta unica non paga e Romain chiude nelle zone basse della top ten. Poco da commentare anche sulla sua gara e su una Lotus che tradisce le attese.

    Sutil, 6 e 1/2

    Prende la paga da Di Resta in qualifica, ma a differenza dello scozzese, lui, Adrian, porta a casa 2 punti. Da cineteca il “levati da lì” rifilato al buon Gutierrez, che esegue diligentemente nella discesa che porta all’Eau Rouge. Ha la fortuna di scansare la follia di un Maldonado che ancora non ha capito cosa puoi e cosa non puoi fare in pista.

    Ricciardo, 8

    La Toro Rosso a Spa era da prime file in qualifica, ma per Vergne e Ricciardo la tagliola cade già in Q1. Daniel rimonta bene e assicura un punticino iridato, confermando che è l’uomo giusto per stare accanto a Vettel in Red Bull senza creare troppi problemi. Da promuovere (in tutti i sensi).