GP Brasile F1 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani [FOTO]

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    GP Brasile F1 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani [FOTO]

    Ecco le Pagelle del Gran Premio del Brasile 2012 di Formula 1! Ad Interlagos non mancano di certo le emozioni. Succede tutto e il contrario di tutto. Arriva la pioggia, ma anzi no. Poi sì, ma solo un po’. C’è il tanto gufato incidente di Vettel al primo giro ma il pilota della Red Bull riesce comunque a riprendere miracolosamente la corsa. Fernando Alonso porta la Ferrari sul podio ma non è abbastanza. Alla fine sono bravi tutti, per qualche motivo, se si pensa a come è andata la stagione. Se si guarda alla sola gara di domenica, invece, qualcuno fatica a raggiungere la sufficienza.

    Fotogallery: GP Brasile F1 2012

    Button: il vuoto in mezzo

    Inizia il 2012 con una vittoria. Lo finisce con altrettanto spolvero sebbene Hulkenberg lo aiuti in modo decisivo a far fuori lo scomodo Hamilton. Senza la safety car, però, se lo sarebbe comunque meritato lui il successo nel GP del Brasile. E’ coraggioso e bravo a tenere le ruote slick sull’asfalto anche quando gli altri scappano al box. Tanto di Cappello. Voto 9.

    Alonso: leone ferito

    Imita il peggior sé stesso visto una settimana fa ad Austin. Come allora, deve chiedere aiuto a Felipe Massa per migliorare inutilmente il proprio risultato. Ho detto tutto. Cosa non va è difficile da capire. In gara è il solito animale. Perfetto in ogni scelta. Freddo e preciso quando serve. La Ferrari non è abbastanza forte per fargli agguantare la vittoria. Eppure, quando era Massa a denotare i limiti della macchina, non gli credeva nessuno. Perché fare un’eccezione, adesso, con lo spagnolo? Voto 5. E’ solo bravo. Non è magico. E il titolo se ne va.

    Massa: piccolo grande uomo

    Lascia pista libera a Fernando Alonso nonostante serva a nulla e si dimostra un compagno leale. Merce rara oggigiorno. Gira forte salvando l’onore mentre indossa, in segno di riconoscenza, il casco con i colori di quello del padre. Si commuove a fine gara davanti all’affetto del suo pubblico. Stavolta è veramente perfetto. Talmente convincente che, sentendolo affermare che per lui c’è un 2013 diverso ad attenderlo, finiamo col crederci. E pensare che aveva fatto le stesse promesse anche nel 2010, 2011 e 2012. Voto 9.

    Webber: the invisible man

    Si defila sin alla partenza. Si rende impalpabile in gara. E’ completamente inutile. Alla fine si perde in mille complimenti per Vettel e la sua impresa di vincere tre titoli mondiali. Ce lo ricordavamo più cazzuto. E sprezzante. Voto 4.

    Hulkenberg: braccino e panico

    Ci sono alcune cose da dire. Innanzitutto: ad un certo punto Hulk sembra trovarsi incredibilmente là davanti a tutti per grazia ricevuta. Invece, legittima il primato distanziando i rivali. Poi, cosa succede? Si fa prendere dall’emozione? Prima commette un errore di guida che lo arretra in seconda posizione. Successivamente fa ben di peggio andando a sbattere fuori Hamilton e facendosi spedire dalla direzione gara fuori da uno storico podio. In definitiva, voto 5. E’ insufficiente quanto fatto se si pensa che parliamo di un giovane che aspira a diventare campione.

    V3ttel: professor spavento

    Stavolta il ragioniere lo fa lui. Non si capacità del miracolo avvenuto al primo giro. Novecentonovantanove volte su mille, non esci sulle tue gomme da un incidente del genere. Capita l’antifona, si fa passare ogni voglio di fare lo sborone e guida come un tassista per raggiungere il traguardo. Fa anche un pit stop in più del dovuto per non rischiare nulla di nulla. E’ quello che serve: voto 8.

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    Schumacher: this is the end

    Come nel 2006, c’è una foratura a caratterizzare il suo GP del Brasile di addio. Diversamente da quella volta, i riflettori sono puntati su altri protagonisti. Lui dà tutto sé stesso nel giro di formazione quando saluta per l’ultima volta il pubblico della Formula 1. Applausi. Senza voto, anzi, al di sopra di ogni voto.

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    Raikkonen: rally mon amour

    Chissà se anche stavolta ha detto al suo box “I know what I’m doing”. Se il tuo Gran Premio passa alla storia per aver fatto un fuoripista infinito che si conclude di fronte ad un cancello chiuso, significa che… hai sbagliato strada. In tutti i sensi. Voto 5. La Lotus, si sa, col fresco non c’è.

    Hamilton: orgoglio e giudizio

    Hulkenberg gli impedisce di lasciare la McLaren con un’altra perla che, comunque, non avrebbe potuto aumentare il già smisurato rammarico degli uomini di Woking per la sua perdita. Voto 7. Semmai, dobbiamo chiederci come un talento del genere abbia rischiato, ad un certo punto, di lasciare la gara in mano a Jenson Button ed al tedesco della Force India. Dobbiamo ricordarci, infatti, che è solo la safety car a rimetterlo in corsa.