GP Canada F1 2013: il Processo al Gran Premio!

Eccoci al Processo al Gran Premio del Canada 2013 di F1

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    GP Canada F1 2013: il Processo al Gran Premio!

    Eccoci al Processo al Gran Premio del Canada 2013 di F1. Anche stavolta sono tre i casi che abbiano voluto prendere in esame. Il primo riguarda il team Lotus: che fine ha fatto la squadra scanzonata e irriverente che puntava a vincere il titolo mondiale con Kimi Raikkonen? Il secondo si chiama Giedo Van Der Garde: non ci piace prendere di mira i pesci piccoli – spesso indifesi punto e basta – ma stavolta l’olandese ne combina un paio da cartellino nero! Il terzo caso, infine, chiama nuovamente in causa Felipe Massa: ci siamo chiesti se tutti gli applausi ricevuti dalla Ferrari per la sua gara siano veramente meritati.

    Bene: noi abbiamo messi gli argomenti. Voi dite cosa ne pensate! L’udienza è aperta…

    CASO 1: Lotus, furore finito?

    ACCUSA. Quelli della Lotus perdono James Allison e le prestazioni tutto ad un tratto spariscono. Che sia lui l’uomo d’oro del team di Enstone? Il punto è che – passi pure in sordina Grosjean - tra Montecarlo e Montreal persino Kimi Raikkonen ha smesso di inanellare risultati importanti. Sembra evidente che un team con meno risorse rispetto a colossi come Red Bull, Ferrari e Mercedes comincia a non reggere più il passo sul fronte dello sviluppo costante delle monoposto.

    DIFESA. Non è il caso di aspettare a vendere la pelle dell’orso? Un paio di gare negative possono capitare a tutti. Per di più, Canada e Monaco sono due circuiti profondamente atipici. Le caratteristiche della Lotus si esaltano su tracciati normali. Silverstone tra tre settimane sarà un ottimo banco di prova in tal senso.

    CASO 2: Van Der Garde ancora a piede libero?

    ACCUSA. Non servono argomentazioni arzigogolate per mettere alla sbarra Giedo Van Der Garde. Basta elencare le due sue grandi azioni della domenica. Da stradoppiato qual è non riesce a farsi decentemente da parte mentre arriva dietro di lui Mark Webber e rischia di mettere KO l’australiano. Non pago dell’errore e dopo aver scontato uno stop & go di penalizzazione ci riprova mandando fuori gara Nico Hulkenberg. Deve ringraziare qualche Santo in paradiso se, alla fine, rimedia solo una retrocessione di 5 posizioni nella prossima griglia di partenza come penalità.

    DIFESA. E’ sempre facile prendersela con i più deboli. Dell’episodio che ha visto Van Der Garde toccarsi con Mark Webber vanno dette due cose: la prima è che l’unico ad avere dei danni è stato l’olandese; la seconda è che pure il pilota della Red Bull ha qualche colpa! Non può pretendere che chi lo precede si smaterializzi tutto ad un tratto…

    CASO 3. Massa bravo davvero?

    ACCUSA. Nei comunicati ufficiali della Ferrari tutti quanti i capi del team parlano di una gran gara disputata da Felipe Massa. Fatichiamo a capire. Di Resta – tanto per usare un paragone chiaro – gli partiva dietro e, guidando una Force India, non una Force-Red-Bull, neppure una Force-Ferrari, gli è finito davanti. Oltretutto, le ragioni che lo hanno visto scattare dalla piazzola 16 sono attribuibili solo ad un suo errore in qualifica! Come giudicano i propri piloti a Maranello?

    DIFESA. Sfido: l’errore in qualifica poteva capitare a chiunque in quelle condizioni. La Ferrari non andava proprio sull’umido e Massa ha messo davanti a tutto il cuore cercando di superare il limite pur di passare alla Q3. Non ce l’ha fatta ma ha dimostrato comunque di avere gli attributi. Dopo i due incidenti di Monaco solo un grande pilota trova il coraggio di rischiare ancora. In gara fa il massimo possibile. Sorpassa persino un tipo tosto come Kimi Raikkonen. Alla fine non conclude davanti a Di Resta ed a qualche altro collega solo per colpa della strategia decisa dal box.