GP Canada F1 2014: il Processo al Gran Premio di Montreal [FOTO]

Formula 1: Processo al Gran Premio del Canada 2014

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    GP Canada F1 2014: il Processo al Gran Premio di Montreal [FOTO]

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato al Processo al Gran Premio del Canada 2014. Chi sono i colpevoli? E chi gli innocenti? I temi sul banco sono 3: il principale riguarda l’incidente tra Massa e Perez con conseguente penalizzazione del pilota messicano; il secondo chiama in causa sempre i commissari di gara ma stavolta per il loro comportamento nel non sanzionare alcuni tagli dell’ultima chicane. L’ultimo, inevitabilmente, prende in esame la pessima gara della Ferrari. Il nuovo flop delle Rosse viene ancor più amplificato dalla bella prestazione dei rivali della Red Bull. Come ha detto Alonso:”Loro dimostrano che le Mercedes sono battibili, per cui dobbiamo farlo anche noi”. Tra il dire e il fare….

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    CASO 1: Perez colpevole! E se fosse un complotto?

    ACCUSA. Dalla Williams si parte all’attacco di Perez: “Possiamo dimostrare con dati telemetrici alla mano che Massa ha frenato addirittura prima del suo solito ma Perez aveva dei problemi ai freni ed ha deliberatamente scartato verso sinistra rischiando anche di compromettere la gara di Vettel”, è stato il commento di Smedley. L’aggravante, secondo Massa, è che il messicano non è nuovo a simili scorrettezze. In effetti sono molti i piloti che hanno avuto, nel corso di questi anni, pesanti diverbi con Checo. Può essere solo un caso?

    DIFESA. Secondo Perez, lui stava lì per difendere la propria posizione mentre Felipe Massa gli si è fatto sotto tamponandolo e dimostrando, come altre volte in passato, di non saper bene valutare la posizione dell’avversario in caso di manovre al limite. Nel peggiore dei casi, per il messicano andrebbe applicata la regola del “normale incidente di gara”. Se non fosse che la teoria del complotto prende campo. Secondo Andy Stevenson della Force India, appare strano che – oltre ai soliti 4 commissari – sia stato chiesto il parere sull’accaduto anche ad Adrian Fernandez. Il messicano, oltre a vantare un passato nella Indycar, è stato fino ad un anno fa l’ex manager di Perez. I due si sono lasciati in pessimi rapporti. Whiting si è giustificato così:”Sarà il rappresentante dei piloti in occasione del GP di Russia, per cui è venuto qui per fare esperienza. Le voci di un complotto sono insensate”.

    CASO 2: tagli di chicane, ma le regole ci sono?

    ACCUSA. Durante la gara del Canada abbiamo visto alcuni tagli dell’ultima chicane che hanno avvantaggiato il pilota che ha commesso l’errore senza che finisse successivamente punito. La faccenda ha del ridicolo. Capisco che, per ragioni di sicurezza, è preferibile mettere una via di fuga in asfalto, ma tagliare la pista in quel modo è comunque qualcosa da rivoltare le budella. Oltretutto il regolamento sportivo specifica, in sintesi, che “si può lasciare la pista ma senza ottenere vantaggi”. Nel caso Rosberg-Hamilton, va sottolineato che al di là del ritiro di Lewis, se Nico fosse stato penalizzato, difficilmente avrebbe chiuso al secondo posto. Pertanto si può sostenere che al pilota tedesco della Mercedes siano stati regalati punti importanti in classifica mondiale. Punti forse decisivi alla fine.

    DIFESA. Rosberg ha spiegato di aver poi alzato il piede per restituire i secondi “rubati” con il taglio della chicane. Non solo, per un piccolo errorino in quel modo, era davvero sensato dare una penalità che lo avrebbe rispedito indietro di diversi secondi impedendo al pubblico di godere del fantastico duello ruota a ruota tra i due leader del campionato? I commissari non se la sono sentita. Ed hanno fatto bene. Certo, avrebbero potuto optare per una sanzione più soft come 5 secondi di penalità dall’ordine di arrivo ma avrebbero comunque reso vana la battaglia tra le due Mercedes. Direi che stavolta, regolamento o meno, ha prevalso il buon senso!

    CASO 3: Ferrari pessima su tutti i fronti

    ACCUSA. E’ ancora fresco nella memoria di tutti il modo in cui si guardavano con pena i motorizzati Renault durante i test invernali e nei primi Gran Premi dell’anno. Sembravano dei diversamente abili, condannati all’umiliazione costante sia in rapporto alle power unit Mercedes ma anche – pur se in misura minore – a quelle griffate Ferrari. Ora la Red Bull vince, porta due macchine sul podio e interrompe il dominio delle frecce d’argento mentre le Ferrari sprofondano ancora più in basso dimostrando che il concetto di “toccare il fondo” è sempre relativo.

    DIFESA. Giudicare il risultato della gara senza approfondire l’analisi è sbagliato. Innanzitutto, questa scena è già nota: su piste a tutta velocità la Ferrari proprio non ingrana ma su altre, più normali, sa dire la sua giocandosela alla pari con la Red Bull. In secondo luogo, è vero: la power unit va migliorata e la Renault ha recuperato bene ma non dimentichiamo che i francesi sono anche sotto inchiesta per un test segreto, illegale, che li ha sicuramente aiutati! Diamo ancora tempo alla Rossa di dimostrare il proprio vero potenziale visto che gli step evolutivi stanno iniziando ad arrivare adesso e qualche frutto del lavoro di Mattiacci sarà tangibile solo da fine estate.