GP Corea F1 2013, la storia: 2010-2012

Ripercorriamo la storia delle ultime edizioni del Gran Premio di Corea

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    GP Corea F1 2013, la storia: 2010-2012

    AP/LaPresse

    Ci si chiede ancora, dopo tre edizioni, cosa abbia spinto Ecclestone e il Circus fin lì, in Corea del Sud, nel 2010, a Yeongam. Insomma, tra quei 5 chilometri e 6 circa di pista posizionata nel nulla per un Gran Premio di Corea che non interessava ai coreani in primis.

    All’esordio si misero le ruote sull’asfalto appena posato, con il risultato di correre su una chiazza d’olio. Cordoli da spostare, muretti all’ultima curva buoni per il nascondino più che per delimitare il circuito, i box in corso di realizzazione con le squadre che lavoravano nel venerdì di libere: non fu un “Benvenuti in Corea” dei più riusciti. Per non parlare del meteo. Guarda anche:

    Il futuro dell’impianto sembrava avvolto dall’incertezza, invece, nel 2014 sarà ancora in calendario, sebbene con un diverso posizionamento, nella prima fase del campionato. Gli organizzatori vogliono rinegoziare il contratto, attualmente in essere fino al 2016, ma se dovessimo salutare Yeongam nessuno tra gli appassionati si straccerebbe le vesti per difendere una pista senza un chiaro elemento centrale: lo spazio per sorpassare non manca, i curvoni per saggiare l’aerodinamica nemmeno, ma non accende l’animo.

    Nelle treedizioni fin qui disputate, a vincere sono stati i Fernando Alonso nel 2010 e Vettel, candidato al tris dopo una doppietta 2011-2012.

    2010: si parte dietro alla Safety car

    L’attesa pioggia arriva in avvio di gara, costringendo allo start dietro la vettura di sicurezza. Con l’asfalto che non migliorava, bandiera rossa dopo 3 giri e un’ora di pausa prima di aprire le danze, sempre dietro la Mercedes di sicurezza e per 17 tornate: un carosello obbligatorio.

    Via ufficiale alle ostilità e Vettel guida in testa davanti ad Alonso e Hamilton, mentre i sorpassi non mancano, agevolati dall’asfalto bagnato. Il ferrarista perderà la posizione su Hamilton per un problema al pit-stop, salvo riprendersela in pista con una lotta alla prima curva. La cavalcata di Vettel trova il primo intoppo al giro 45, con problemi ai freni: sarà il minore dei mali, visto che il motore lo appiederà sul lungo rettilineo, lasciando strada ad Alonso e Hamilton. Vettel che dovrà anche provvedere a spegnere l’incendio sulla Red Bull da sé. Completerà il podio, Felipe Massa. Bella gara per Vitantonio Liuzzi, sesto con la Force India.

    2011: Vettel in carrozza

    Si scambieranno le posizioni Hamilton e Vettel, tra sabato e domenica. Pole position per l’inglese, vittoria per il tedesco. Al via, Vettel attacca alla curva tre Hamilton e lo passa, mentre Massa fa altrettanto con Webber. Da segnalare l’incidente tra Schumacher e Petrov, che porterà entrambi al ritiro. Nel gioco dei pit-stop non cambieranno le posizioni di testa, Vettel andrà a vincere autorevolmente e la battaglia per il secondo posto tra Hamilton e Webber sarà vinta dall’inglese. Alonso, quinto, precederà Massa nella giornata della matematica conquista del titolo Costruttori da parte della Red Bull.

    2012: Vettel prende il comando nel mondiale

    E’ l’edizione del sorpasso in classifica, con Vettel che perde la pole al sabato ma già al via scappa in testa senza nessuno a minacciare la leadership. Dura due curve e un rettilineo la gara di Rosberg e Button, coinvolti in un incidente dall’arrembante Kobayashi. La corsa dirà ben poco sul piano sportivo, con Alonso bravo a recuperare una posizione allo start su Hamilton ma opaco per l’intera gara. Meglio Felipe Massa, “costretto” a seguire il compagno di team quando girava più forte dello spagnolo. Il podio sarà Vettel, Webber, Alonso, mentre Hamilton pagherà dazio con problemi tecnici sulla McLaren.

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