Gp d’Italia, Lewis Hamilton a due facce

lewis hamilton protagonista del gran premio d'Italia

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    Escluso il fantastico vincitore Sebastian Vettel, è Lewis Hamilton l’altro protagonista del Gran Premio d’Italia 2008. Da una parte il pilota McLaren dà grande spettacolo. Dall’altra compie un paio d’azioni dure nei confronti di Glock e Webber che non lo mettono al riparto da critiche. Il tutto farcito da una prestazione tanto eccellente sul bagnato quanto andata affievolendosi sull’asciutto.

    RIMONTA INCOMPIUTA. Partiamo da un dato di fatto che, comunque, non mette in ombra i suoi meriti. Hamilton ha sorpassato mezzo mondo per ritrovarsi con soli 2 punti in più in classifica, uno solo su Massa. Questo per colpa della brutta posizione di partenza le cui colpe vanno condivise tra il pilota stesso ed il team. A peggiorare la sua situazione ci si è messa la tattica di gara. Fosse partito col pieno alla Kubica, infatti, sarebbe potuto stare davanti a Massa, rendendo la trasferta italiana comunque positiva. “Penso di aver fatto una buona gara, soprattutto in condizioni di bagnato pesante e se le condizioni fossero rimaste quelle dell’inizio avrei potuto persino vincere nonostante fossi 15° al via - commenta con un piglio decisamente ottimistico Hamilton, il quale aggiunge - tornare ancora in testa alla classifica non è male visto come si potevano mettere le cose”.

    SORPASSI CROCE E DELIZIA. Non ci fosse stato il pilota McLaren a fare il mattatore in pista, avremmo avuto molte meno occasioni per saltare sul divano. Memore del pasticcio di Spa-Francorchamps, Luigino detto Gino diventa corretto anche quando taglia le chicane e nel suo miglior momento si beve gli avversari come fossero aperitivi analcolici. Questa superiorità tecnico-attitudinale non gli impedisce, però, di andare al quasi contatto con Glock, spedendo il tedesco con due ruote sull’erba bagnata ben oltre i 200 orari. Non stiamo parlando di manovra irregolare, sia chiaro, ma va sottolineata la spavalderia del pilota McLaren che, successivamente, rimette tutti col fiato sospeso quando si inventa un rischiosissimo ruota contro ruota con Webber. Non a caso, l’australiano non esita ad inviarlo a Quel paese di cui si sente tanto parlare. Trattasi di normali contatti di gara per cui non ha senso tirare fuori polemiche, lo ripeto. Va sottolineato, però, come non possa essere un caso che in mezzo ad episodi caldi ci finisca sempre quello lì col casco giallo.

    ASSETTO DA BAGNATO. Un ultimo aspetto della gara di Hamilton da considerare è il modo in cui si arresta la sua furiosa rimonta dopo che la pista va verso l’asciutto. L’impressione è che l’anglocaraibico avesse un assetto prettamente da bagnato. Perché mai, allora, venire attaccato da Webber e contemporaneamente restare bloccato da Massa dopo che, nelle fasi precedenti aveva dimostrato di avere una velocità tale da potersi sbarazzare comodamente di chiunque gli si parasse davanti? A confermare questa idea ci pensa il diretto interessato che ammette placidamente di aver avuto problemi di gomme:“Con la pista asciutta invece avevo problemi di surriscaldamento agli pneumatici. Per questo motivo ho pensato solo a limitare i danni. Sul bagnato andavamo forti ma in quella condizione di pista asciutta quelle gomme non erano per me l’ideale”.