GP del Giappone: diamo i numeri

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    GP del Giappone: diamo i numeri

    Alonso. Il 10 con lode stavolta tocca a lui. D’accordo la fortuna, ma partiva dietro ed è arrivato davanti. Con grinta e cattiveria, senza sbagliare praticamente mai. Solo lui sarebbe stato capace a farlo. E’ questa la differenza: anche se Schumacher non avesse rotto il motore, lui sarebbe riuscito a restare in corsa per il titolo. Chi altro al suo posto ce l’avrebbe fatta?

    Massa. Dopo aver saputo che la prima sosta è stata anticipata per una foratura, viene voglia di fare un pieno di complimenti anche al brasiliano. Ultimamente sempre più convincente. Se il prossimo anno Raikkonen sarà tutto da scoprire… alla Ferrari hanno già una certezza. Alti e bassi compresi.

    Voto 8. Perché stavolta era in fase di “alto”!

    Fisichella. Discorso esattamente opposto rispetto a quello di Massa. Siamo ripetitivi ma restiamo sempre più sbalorditi nel registrare come il nostro pilota venga regolarmente bastonato da Alonso. In ogni caso riesce a non farsi battere dall’agguerrita schiera dei “made in japan”.

    Voto 6,5. Perché il podio era il risultato minimo. E l’ha raggiunto.

    Button. E’ sempre lui primo dei “secondi”, quinto sulla carta e, se qualcuno di quelli davanti si ritira, addirittura quarto. Riesce a tenere alto l’onore Honda nell’ultima apparizione nel circuito di casa.

    Voto 7. Perché si è dimostrando maturo e affidabile.

    Raikkonen. Arriva febbricitante, subisce una qualifica disastrosa a causa di una sbagliata scelta di gomme del team, ma riesce comunque a finire davanti a molti colleghi.

    Voto 7+. Perché dà il massimo e se va male non è mai colpa sua.

    Trulli. Parte male, o meglio, non sufficientemente bene. Poi in gara supera Ralf e se le tiene dietro anche se per 10 giri le gomme gli vanno inspiegabilmente in crisi.

    Voto 7. Perché arrivare in fondo e prendere 3 punti tutti insieme… è da ricordare!

    Ralf Schumacher. Bravo a tenersi dietro Alonso con autorevolezza fino a quando non tocca a lui subire la crisi delle Bridgestone. Bravo anche a non rischiare nulla nel superare Trulli, privilegiando la squadra.

    Voto 6+. Perché anche stavolta non si fa scappare l’occasione di finire a punti.

    Heidfeld. Poteva fare meglio, come si è visto nelle gare scorse. Ma anche la BMW soffre di gomme non all’altezza e Nick non può fare meglio che difendere un punticino dalle grinfie del minaccioso Kubica.

    Voto 6. Perché nonostante il graining finisce a punti.

    Kubica. Ecco cosa vuol dire seguire da vicino qualcuno su una F1 ed in particolare a Suzuka. Una situazione che Robert nei test non aveva di certo trovato e che fino ad ora, evidentemente, non aveva ben capito. Per cui rischia di finire fuori senza appello, ma si salva e conclude ad un soffio dalla zona punti.

    Voto 7-. Perché comunque è sempre lì. E intanto fa esperienza!

    Rosberg. Un’altro che continua a fare esperienza. Per essere la sua prima volta a Suzuka non va male male. Soprattutto in qualifica. In gara parte prudente per non finire per l’ennesima volta in anticipo e poi anche lui soffre il non aver provato gli pneumatici a sufficienza sull’asciutto.

    Voto 6-. Perché con questa Williams non si può fare di molto di più. Ma forse qualcosa di meglio…

    Michael Schumacher. Andava deciso verso la vittoria. Ormai la gara era conclusa. Evidentemente ha pensato la stessa cosa il suo motore… non si era accorto che mancavano ancora altri giri da compiere!

    Voto 9. Perché il suo lo stava facendo. Perché, per come l’ha presa e per le parole che ha detto, ha mostrato di essere un grande campione anche per altri versi. Un uomo fuori dall’ordinario, non da tutti conosciuto come tale.