GP del Giappone: l’incognita Fuji prosegue

GP del Giappone: l’incognita Fuji prosegue

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    GP del Giappone: l’incognita Fuji prosegue

    Prosegue l’incognita del Fuji Speedway. In un campionato dove sono stati i circuiti a determinare la differenza nelle prestazioni, viene da chiedersi: questa pista sarà davvero favorevole alla McLaren?

    La risposta non c’è al momento. Gli esperti parlano di similitudini con Indianapolis ed, anche a occhio, sembra che non si sbaglino. Citano poi varie, svariate ed eventuali differenze che probabilmente si potranno mettere a fuoco solo a partire da venerdì.

    Intanto, qualcuno che lì c’ha corso c’è. Ed esce allo scoperto. E’ Adrian Sutil della Spyker:“L’area intorno al circuito e’ davvero bella e anche il tracciato e’ speciale. C’e’ un rettilineo molto lungo e la parte centrale e la fine del giro sono particolarmente insidiose. Trovare un giusto bilanciamento non e’ semplice, perche’ c’e’ la necessita’ di essere veloci in rettilineo e quella opposta di avere carico aerodinamico nell’ultima curva. All’uscita di quest’ultima, imboccando il rettilineo dell’arrivo, ci si trova a poter ammirare il profilo del monte Fuji, in un contesto naturale che rende il posto davvero speciale. A livello di carico aerodinamico ci troveremo una situazione simile a quella di Spa”.

    Si è sempre parlato, lo ripeto, di Indianapolis. Sutil invece nomina Spa. Vuoi vedere che, alla fin fine sarà la Rossa ad andare più forte? Oppure questa incertezza è sinonimo di equilibrio di valori in campo?

    Un altro personaggio in grado di dire la sua con una certa autorevolezza è Pascal Vasselon della Toyota che qui gioca in casa:“Come ad Indianaplolis, avere basso carico qui porta a perdere troppo nella parte lenta, per cui nonostante il lungo rettilineo non vedremo grosse velocità di punta. Ci orienteremo su una portanza media o medio alta”.

    “Ritengo - ha proseguito Vasselon - il circuito molto bello e credo che si possano vedere molti sorpassi in particolare alla prima curva. L’importante è uscire dall’ultima curva molto vicino a chi ti precede e, in questo senso, le curve lente che sono nel finale riducono la turbolenza e consentono proprio questo tipo di manovra”.

    “Ammetto – ha concluso il tecnico Toyota – che nonostante sia la nostra gara di casa non abbiamo provato qui per cui partiamo alla pari con gli altri. Come tutti abbiamo fatto delle simulazioni e realizzato un ben preciso programma di lavoro per il veenerdì e il sabato mattina”.

    Sembra quindi che una delle armi segrete per un buon assetto al Fuji possa essere l’aiuto del simulatore.

    Lo stesso Luca Baldisserri della Ferrari ammette di aver fatto ricorso a questo strumento, ma non solo, in sede di preparazione alla gara:“Abbiamo utilizzato il simulatore per trovare le migliori traettorie, provare ad ipotizzare delle strategie di gare e, soprattutto, ottenere un primo elaborato di come dovrebbe essere il set-up ottimale della vettura. Comunque, dobbiamo ancora migliorare le fasi di sviluppo sul simulatore, dato che questo programma e’ in continua evoluzione. La simulazione si avvicina molto alla realtà ma non e’ ancora identica ad essa. Per questo abbiamo anche visionato le gare di altre categorie per avere un’idea più chiara”.

    Se il simulatore dovesse avere un ruolo chiave, quindi, avremo un altro punto a favore della McLaren che sul quel fronte è assolutamente imbattibile…

    Per fare i conti, comunque, aspettiamo domenica sera. Il pallottoliere potrebbe non servire.