GP della Cina, Hamilton: stavolta ci siamo

lewis hamilton dopo il gran premio della cina ringrazia tutti gli uomini mclaren ma il vero protagonistra del successo è solo lui che sa fare la differenza e diventa terribilmente concreto nel momento in cui usa la testa e amministra la gara con attenzione

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    Con una gara da vero campione del mondo Hamilton vince, convince, strapazza. Vince il Gran Premio della Cina, convince il box McLaren che quando serve sa tenere la testa a posto, strapazza la concorrenza che risponde al nome di Ferrari, Felipe Massa, Kimi Raikkonen.

    PROVA ATTESA. Come abbiamo avuto modo di far notare anche in passato, Hamilton sa andare in crisi sul più bello. Rischia di farsi prendere dal panico quando c’è da prendere una decisione in tempi ristretti. E’, però, refrattario alle critiche ed alla pressione generata su di lui dall’esterno. Anzi, quel genere di aspettative sembrano esaltarlo. Così va a finire che proprio in Cina, dove molti avevano scritto già il suo necrologio, lui mette in piazza una supremazia imbarazzante e si porta con le mani sul titolo mondiale.

    TESTA E PIEDE. “Oggi abbiamo avuto un po’ di fortuna perché tutto è andato bene. Voglio ringraziare il team perché la macchina era perfetta da guidare. Dalla partenza è filato tutto liscio perché ho conservato la mia prima posizione e poi sono rimasto in testa mantenendo il distacco. Dopo il secondo pit stop eravamo sicuri e dovevamo solo controllare il motore e le gomme”. Hamilton ringrazia la squadra ma molti meriti per una prestazione maiuscola sono assolutamente suoi. La Ferrari lo ha aiutato presentandosi piena di difficoltà. Kovalainen, però, fin quando è stato in corsa, ha dimostrato in modo inequivocabile cosa sia in grado di fare il “ragazzino” se riesce a tenere a bada l’istinto di strafare. In questo senso, il box ha avuto un ruolo chiave. Allora si capisce il perché di tanti ringraziamenti.

    DOLCE INTERLAGOS. Tra due settimane ci sarà il replay del 2007. Hamilton avrà una spina nel fianco in meno (Alonso) ed un alleato in più (Kovalainen). Lo spagnolo proverà comunque a dar fastidio ma per l’anglocaraibico si tratterà solo di non cadere in qualche provocazione. Kovalainen, invece, basterà che non si metta tra i piedi e lasci il suo caposquadra lottare con i ferraristi. Vincere mondiale e gara sarebbe una grande soddisfazione. Ma portarsi a casa il titolo amministrando, facendo i conti ed accontentandosi di un comodissimo quinto posto… sarebbe una terribile dimostrazione di intelligenza e maturità, senza prezzo!