GP di Spagna F1 2008, circuito di Barcelona

SCheda tecnica del circuito di Catalunga (montmelò) nei pressi di barcellona dove si correrà la quarta gara del campionato mondiale di formula 1 2008

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    GP di Spagna F1 2008, circuito di Barcelona

    Non poteva esserci scenario peggiore per un Gran Premio di Spagna così ricco di spunti di interesse. Sì, avete capito bene, il Circuito di Barcellona, eccellente per svolgere i test e veriterio nel dare giudizi sulla bontà delle monoposto, ha il grave difetto di rendere ogni corsa una noia mortale.

    Il nastro d’asfalto, rinnovato nel 2007 nella parte finale per ragioni di sicurezza, misura 4,627 km che percorsi per le 66 volte della gara danno una distanza totale di 305,256 km.

    E dal 1991 che la Formula 1 fa tappa fissa al Montmelò. Come detto, però, la vera popolarità della pista è data dall’intenso uso che ne viene fatto in sede di test. Anche la nuova chicane inserita ad interrompere i due curvoni veloci che immettono nel lungo rettilineo principale, pur dando maggiori garanzie in ottica sicurezza, non è stata in grado di fornire qualche spunto in più per i sorpassi.

    A causa dei lunghi curvoni che rovinano la scia della vettura che segue, infatti, diventa molto difficile superare gli avversari in pista pur essendo più veloci. Oltretutto, per avere una buona percorrenza ed una valida uscita è nencessario caricare abbastanza l?ala, a scapito della fondamentale velocità di punta nel rettilineo.

    Non a caso il Montmelò è considerato uno degli esami più severi per le monoposto. Trovare un buon equilibrio qui è fondamentale. Ed un bravo pilota non basta a nascondere le eventuali pecche della macchina.

    Anche dal punto di vista dell’assetto generale, si deve parlare di compromesso. Le sospensioni, ad esempio, devono essere rigide all?anteriore per rendere la vettura agile nei cambi di direzione e più morbide al posteriore per avere una migliore trazione in uscita dalle curve lente. Stesso discorso per il cambio: il lungo rettilineo obbliga ad inserire rapporti lunghi che evitino il fuori giri anche in caso di scia o di vento favorevole. Il pericolo, però, è di allungare troppo la marcia e soffrire di un calo di prestazioni nel caso, frequente, in cui il vento cambi in direzione contraria.

    L?elemento meno stressato è il motore. Non inganni il fatto che la farfalla è aperta per quasi il 70% del giro, qui è più importante che l’erogazione sia fluida in modo da mantenere l’auto bilanciata e ridurre il consumo degli pneumatici.

    Video, giro di pista a bordo della vettura di Fernando Alonso durante il Gran Premio del 2007.