GP Donington : Occhi puntati sulla curva Craner

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    GP Donington : Occhi puntati sulla curva Craner

    E’ una delle curve più veloci del MotoGP, immersa in una vallata bellissima, fatta di veloci saliscendi e sarà il banco di prova più impegnativo per i piloti che il 2 luglio affronteranno il Gp di Donington in Gran Bretagna.

    Stiamo parlando della celeberrima Curva Craner che, a detta degli esperti, sarà il punto in cui si deciderà la gara. Matteo Flamigni, telemetrista di Valentino Rossi, la descrive così :

    “Non so se esista un altro circuito al mondo con una serie di curve così. Il pilota è più importante della moto in quel punto perchè ci vuole talento e coraggio per fare il tempo nella prima sezione del tracciato. La moto deve essere abbastanza stabile da dare al pilota la fiducia per affrontarla a 200 chilometri all’ora e abbastanza agile da affrontare bene i rapidi cambi di direzione”

    “Donington è come due piste in una. Dopo le prime velocissime due sezioni, la seconda metà del tracciato risulta molto lenta a causa dell’ultimo settore, che prevede due punti di frenata molto brusca. La curva numero nove, in particolare, è un punto cruciale perchè lì i piloti passano da circa 280 chilometri all’ora a circa 60. La moto deve quindi essere perfetta in frenata, anche perché è un punto ottimo per i sorpassi alla fine della gara. La regolazione della moto è sempre una questione di compromesso ma a Donington Park questo è ancora più vero. La messa a punto migliore su questa pista deve offrire l’equilibrio migliore tra queste due particolarità così contrastanti della pista.”

    Loris Capirossi questo anno cercherà di fare l’impossibile per essere protagonista su un dei suoi Gran Premi prediletti e, nonostante le condizioni non siano ottimali, si spera in bene per il centauro nostrano :

    “Adoro questa pista, è una delle mie preferite,” commenta Loris, che lo scorso anno vi si era qualificato in prima fila. “La prima parte è la migliore, dal Redgate fino al rettilineo di ritorno, ma quella che preferisco in assoluto è la discesa verso la Craner: lì, per essere veloci, bisogna davvero avere del coraggio! L’ultimo pezzo invece, lento, pieno di curve strette dove bisogna frenare bruscamente e accelerare a marce basse, mi piace meno. Questo tipo di layout va bene per le 125 e le 250, mentre non è semplicissimo con così tanti cavalli da gestire.”