GP Europa 2012, a Valencia è crisi: tagliati i posti a sedere

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    GP Europa 2012, a Valencia è crisi: tagliati i posti a sedere

    Ap/LaPresse

    Con la Spagna sull’orlo del baratro, figurarsi se gli spagnoli si possono svenare per un Gran Premio d’Europa 2012 che da quando è stato introdotto non ha regalato nemmeno un barlume di brivido. Ah, sì: Mark Webber che si capotta nel 2010. Tutta qui la straordinaria location di Valencia, più azzeccata per le regate di Coppa America che per ospitarci un gran premio.

    La gara della prossima settimana se la guarderanno dalle piscine sul tetto dei palazzi della zona del porto i pochi privilegiati, in uno scenario buono per fare salotto con il sottofondo del V8, ma non certo per emozionarsi per lotte con il coltello tra i denti. Le scelte di mister Ecclestone hanno delle conseguenze.

    Dal prossimo anno, tanti saluti alle due tappe spagnole, lo sapevamo già. Ma il rischio di una debacle organizzativa si corre già oggi: vien da ridere a pensare che sono stati tagliati il 15% dei posti per far apparire le tribune più popolate. E che agli spagnoli freghi ben poco della corsa a Valencia, attanagliati da questioni ben più gravi, arriva un altro dato: il 64% dei tagliandi sono stati venduti a stranieri. Magari alla nuova classe di ricchi russi, o chissà a chi, perché con la crisi si fa davvero difficile provare a capire chi possa spendere soldi per un gran premio buono al più per il glamour che circola intorno, uno di quegli appuntamenti dove sfoggiare l’ultimo cappellino mentre prendi il drink nell’area vip. E’ la Formula 1 che si stacca dalla realtà, come profetizzato da Montezemolo.

    Il prossimo week end di gara avrà meno posti a sedere di San Siro: saranno appena 45 mila. Infine, nella conferenza stampa di presentazione dell’evento sono state snocciolate le cifre dell’anno scorso, ribadendo che la Formula 1 resta pur sempre un’eccezionale vetrina di promozione turistica. Ecco, forse il problema è proprio qui. Gli appassionati non vanno a pagare centinaia di euro per guardare le amenità intorno a una pista, cercano spettacolo e tracciati che abbiano un loro perché. Finché non lo capiranno i padroni del Circus, il carrozzone resterà una sorta di Pro Loco ambulante.