GP Germania F1 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle dal Gran Premio di Germania 2012

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    GP Germania F1 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani

    Le pagelle del Gran Premio di Germania di Formula 1 2012 non possono non celebrare il torero Fernando Alonso che porta l’italica Ferrari in cima al podio di Hockenheim davanti a migliaia di tedeschi impossibilitati a vendicarsi se non a colpi di spread o a lattine di birra. In terra teutonica risorge Jenson Button, unico in grado – tra tutti – di dare una minima soddisfazione a quella Mercedes che fornisce i propulsori anche ad una McLaren in grande spolvero. Lewis Hamilton è sfortunato. Felipe Massa torna a dare il peggio di sé sin dalle qualifiche. Entrambi non arrivano a punti. Pochi ne prende Webber che delude enormemente chi lo credeva un avversario credibile in ottica titolo mondiale.

    Fernando Alonso: striscia di Grazia

    Allora. Chiunque abbia giocato con PC o console a qualche gioco di simulazione di Formula 1 sa benissimo quanto è difficile guidare in testa ad una gara con qualche avversario che ti rampa negli specchietti e che dimostra di avere un passo superiore al tuo. Senza commettere errori. Per 67 giri. E pensare che non c’è mai niente in palio e si può giocare super rilassati. Nel caso di Alonso nel Gran Premio di Germania, è tutto vero. Ed in palio c’è una piccola fetta di titolo mondiale. Dietro di lui c’è Vettel. E c’è Button. Li tiene a bada senza mai una sbavatura. Nervi saldi. Vittoria certa. Un collega mi ha detto:“Guarda che secondo me Alonso ha fatto finta. Li ha presi in giro fino alla fine…” Voto 10. Mezzo punto in più gli spetta per la pole position di sabato. Decisiva. Voluta con l’orgoglio.

    Jenson Button: il terzo giorno

    Interrompe il digiuno da podio e chiude il ciclo delle figuracce iniziato troppo tempo fa. Non lo si poteva più vedere in quello stato. Con una McLaren tornata decente si rimette a fare il guastafeste. Voto 8.

    Kimi Raikkonen: pacco regalo

    Di lui ci siamo lamentati che fosse il Principe delle occasioni sprecate. Stavolta, invece, Raikkonen tira fuori il massimo dalla sua Lotus e trova un podio in regalo dopo aver tagliato il traguardo. La sua gara è impreziosita dal bel sorpasso ai danni di Schumacher. Voto 7,5.

    Kamui Kobayashi: Samu o kaze?

    Basta tirare fuori la storia del samurai con Kobayashi. Samurai ogni volta che fa una buona gara. Kamikaze ogni volta che si stampa addosso ad un collega. Basta davvero. Altrimenti, per par condicio, dovremmo chiamare torero Alonso, birraio Vettel, canguro Webber. E così via… Voto 8+. Banzai. Banzai. Banzai. Tre, quattro, cinque colpi e tanti avversari finiscono dietro. Pure Webber, Schumacher e alla fine addirittura il birraio. Vedi sotto.

    Sebastian Vettel: innocente evasione

    L’infrazione c’è stata. La penalizzazione, forse, è stata eccessiva. Che colpa ha un pilota che a due giri dalla fine vuole e riesce a superare un avversario per raggiungere il secondo posto in classifica? Nessuna. Neppure se avesse tagliato un pezzo della pista. Voto 7,5. Le responsabilità, semmai, sono al muretto della Red Bull. Non ci voleva un genio. Bastava un cretino qualunque per dire via radio al pilota tedesco di lasciar passare nuovamente Button. Solo che gli austriaci sono abituati male. Troppe volte gliel’hanno data vinta. Meritatamente.

    Sergio Perez: che ritmo!

    Chiude sesto con due stint finali in cui chiede l’impossibile alle proprie gomme. Ricordiamoci che Perez era partito dalla piazzola numero diciassette. Voto 8. Se non avesse dovuto anticipare il primo pit stop per una sospetta foratura, sarebbe riuscito a fare ancora di più.

    Michael Schumacher: facile profeta

    Il premio di facile profeta va a Michael Schumacher. Prima della partenza aveva avvisato i suoi tifosi:“Sono terzo al via ma non punto a migliorarmi. Semmai dovrò guardarmi le spalle…”. Vero. Fa un pit stop in più degli avversari, buono per segnare il giro più veloce ma non utile a migliorare la propria posizione. Voto 7.

    Mark Webber: leader cercasi

    Non si può lottare per il titolo mondiale se, in un momento cruciale della stagione, si sparisce dalla lotta per la vittoria e si portano a casa un’elemosina di punti. Senza dare grosse spiegazioni, Webber alza bandiera bianca. Voto 4.

    Lewis Hamilton: la sfortuna è gratis

    Il talento paga. La sfortuna non costa nulla. Poteva essere la sua domenica ma i detriti della Ferrari di Felipe Massa lo mettono KO al secondo giro. E’ da pazzi il modo in cui si infila davanti a Vettel pur essendo doppiato. Si scopre alleato di Alonso. Un tempo nemici. Solo un tempo. Voto [senza]. Poteva essere dieci.

    Felipe Massa: tamponata inversa…

    Da quando, in un tamponamento, la colpa è di chi sta davanti? Così sembra averla presa Massa. Sono cose che capitano quando si è in bagarre. Ci sta tutto. Dispiace, però, che il brasiliano non riesca mai a scrollarsi un po’ di sfiga di dosso. Più o meno. La verità sull’argomento, infatti, ce l’ha raccontata un giorno lontano quel Vecchio saggio che, nel dubbio, chiedeva di avere nella sua scuderia piloti fortunati. Voto 4. Va detto che la buona sorte può farti trovare 100 euro per strada così come la cattiva può farti cadere in testa un meteorite. Vincere o perdere nello sport, invece, è questione di altro. Talento, ad esempio…