GP Germania F1 2014, il Processo al Gran premio di Hockenheim

Tre temi caldi vanno sul banco degli imputati dopo il gran premio di Germania: l'incidente Massa-Magnussen, il risultato della Ferrari e lo spettacolo di questa Formula 1

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    Nico Rosberg su Mercedes vince il Gran Premio di Germania

    E’ tempo di accuse e difese a spada tratta, dopo il gran premio di Germania stravinto da Nico Rosberg. In un quadro generale nel quale è difficile trovare veri sconfitti, c’è ampio margine di discussione, polemica, intorno ad alcuni temi della gara di Hockenheim e anche extra-gran premio, come le parole di Niki Lauda sulla Ferrari.

    Massa e Magnussen sono i protagonisti del primo caso, non fosse altro perché già in curva 1 si è accesa la corsa con un episodio chiave; che dire poi della Ferrari e una tattica apparsa non certo perfetta, quando Alonso era in bagarre con Vettel? Spazio anche per la discutibile scelta di non mandare in pista la safety car quando la Sauber è rimasta ferma sul rettilineo.

    Caso #1: Incidente Massa-Magnussen

    ACCUSA: La voglia di guadagnare posizioni in partenza era un’occasione troppo ghiotta per Kevin Magnussen, autore di una qualifica strepitosa e con un buono scatto allo spegnimento dei semafori. Il danese cerca l’interno alla prima curva, ma non fa i conti con un Massa che a sua volta chiude la traiettoria: l’impatto è inevitabile e per Felipe c’è un altro ritiro a inizio gran premio. Ha sbagliato il pilota McLaren, eccessivamente frettoloso nel voler sopravanzare le Williams: avrebbe meritato un drive through perché ha rovinato la gara di Massa.

    DIFESA: E’ un normalissimo incidente di gara, non c’è malizia da parte di Magnussen né di Massa. Il primo ha fatto la traiettoria regolare, mentre Felipe rientrava dopo aver lasciato sfilare Bottas: l’impatto (inevitabile) è frutto del caso e non possono attribuirsi colpe ai due piloti. Trovarsi in lotta in partenza è scontato, perché le possibilità di guadagnare posizioni non possono lasciarsi sfuggire, capita tuttavia di incappare in sfortunate carambole.

    il nostro verdetto: Giusto non prendere provvedimenti contro Magnussen, si è trattato di un incidente di gara.

    Caso #2: Lauda è la bocca della verità?

    ACCUSA. “La Ferrari è una m…a, stanno provando a riorganizzarsi ma alla fine sarà il solito casino all’italiana” , così spara Lauda. Che poi aggiunge: ”In McLaren sono ridicoli, hanno lo stesso nostro motore ma stanno sempre dietro”. L’unica cosa ridicola che vediamo sta proprio nelle parole dell’ex campione. Dal 2010 il colosso dell’auto ha speso centinaia di milioni di Euro per vincere qualcosa in Formula 1 ottenendo magrissime figure e riuscendo ad infangare persino il blasone di un certo Michael Schumacher. Abbiamo visto i tedeschi ammettere già da metà stagione che la squadra avrebbe lavorato per l’anno seguente ma sempre senza ottenere risultati. In quel periodo, la Ferrari non ha mai fatto ironia sui rivali. Nessuno ha mai fatto ironia. C’è bisogno di una cultura della sconfitta. Ma anche e soprattutto di una cultura della vittoria!

    DIFESA. La verità fa così tanta paura? Niki Lauda va elogiato, perché è stato l’unico che ha avuto le palle per dichiarare quello che tutti pensano. Lauda ha detto ciò che milioni di tifosi affermano tutti i giorni. Ciò che Alonso avrebbe tanto voglia di urlare in mondovisione. Nessuno può farlo. Lui sì: tanto di cappello! La verità fa male. Si sa. Ma è sempre la miglior medicina.

    Caso #3: direzione gara lungimirante o faziosa?

    ACCUSA. Altrove si è vista in azione la safety car per ragioni incomprensibili. E’ sembrato che a volte l’abbiano mandato in pista solo per ravvivare la gara. Nel

    DIFESA. La teoria del complotto non regge se si guarda la verità e si applauda al “buon senso” della direzione gara. C’era la possibilità di non neutralizzare la corsa. E ne hanno approfittato. Hanno agito per il bene dello sport evitando di resettare una gara nella quale tutti i piloti avevano dato l’anima pur di guadagnare un po’ di margine su chi li seguiva. Certo, si è perso un po’ di spettacolo: ma non mi pare che ad Hockenheim siano mancate le emozioni, comunque, dal primo all’ultimo giro.

    Caso #4: tattica Ferrari

    ACCUSA: Il quinto posto di Fernando Alonso poteva trasformarsi in un quarto, se solo al muretto fossero stati più pronti in occasione della terza sosta. Era riuscito a scavalcare Vettel dopo il primo stop, Fernando, trovandosi però con gomme morbide contro le supersoft del tedesco. Quest’ultimo ha anticipato la sosta di un paio di giri non riuscendo a sopravanzare la Ferrari, con strada libera ha spinto forte, erodendo il vantaggio di 17 secondi che aveva Alonso. La sosta ai box a quel punto per la Ferrari numero 14 si sarebbe dovuta anticipare, senza attendere l’azzeramento del vantaggio. Molto prima di iniziare a girare sull’1.24: forse in questo modo e con un altro set di gomme morbide, la partita per il quarto posto sarebbe stata ancora alla portata.

    DIFESA: Se anche avesse fatto il pit-stop anticipato, sarebbe comunque rientrato alle spalle di Vettel, non essendo sufficienti 17 secondi per restare davanti. A quel punto, Alonso avrebbe dovuto spingere per tentare il sorpasso e, soprattutto, la gestione delle gomme fino al termine della gara non sarebbe stata cosa semplice, per una monoposto che è sembrata più aggressiva rispetto alla Red Bull sulle coperture Pirelli.

    il nostro verdetto: Si doveva tentare la carta di seguire Vettel e marcarlo a uomo. Probabilmente ci sarebbero state difficoltà nel finale, ma piuttosto che accontentarsi di un quinto posto, azzardare ed essere elastici con la strategia avrebbe dato un segnale di prontezza dal muretto, che invece non c’è stato.

    Caso #5: gare spettacolari

    ACCUSA: E’ un divertimento artificiale, si lotta per le posizioni di rincalzo e grazie a una serie di fattori (Hamilton 20mo, Ferrari e Red Bull in battaglia con gli altri motorizzati Mercedes e sorpassi figli del Drs).

    DIFESA: Raramente come in questo mondiale abbiamo avuto l’opportunità di assistere a gare sempre vivaci e movimentate, con tanti sorpassi e duelli tra piloti di primo piano. Manca la sfida a più voci per la vittoria, ristretta sempre alle due Mercedes, tuttavia, dal terzo posto in giù il divertimento è stato sempre interessante e abbiamo trovato più team a poter dire la loro, non solo Ferrari e Red Bull. Il sound non è male e, comunque, tra gare “rumorose” ma noiose e gran premi più silenziosi ma combattuti, decisamente meglio i secondi.

    il nostro verdetto: lo spettacolo garantito quest’anno è senza dubbio piacevole e interessante. La Formula 1 è questa, inutile insistere e guardare al passato, ad anni che non potranno tornare mai più. Si tratta di sport complesso e dalle molteplici sfaccettature, a chi non piace, ci sono tante altre formule “semplificate” da seguire.

    Manuel Pieri e Fabiano Polimeni