GP Singapore F1 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle dal Gran Premio di Singapore 2012

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    GP Singapore F1 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani

    Chi è stato il migliore in pista nel Gran Premio di Singapore di Formula 1 2012? Le pagelle non hanno dubbi: Lewis Hamilton. Prima del ritiro, ovviamente. Ma anche dopo. Quel “io non voglio mollare” urlato al mondo intero è degno di un vero gladiatore. Merita rispetto. Non è poi di tanto da meno Sebastian Vettel che con una Red Bull buona ma reduce da prestazioni poco brillanti riesce a tenere sempre a tiro il rivale della McLaren fino ad approfittare con disinvoltura della sua sciagura. Meno bene del solito, invece, va Fernando Alonso. La Ferrari non c’è ma, semmai, stavolta è Felipe Massa a mostrare le cose migliori. Sia come tempi sul giro che come sorpassi.

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    Vettel: il mezzo alieno

    Se Hamilton è stato un mostro disumano di velocità e precisione fino al KO della sua McLaren, A Singapore Sebastian Vettel solo a tratti gli è stato da meno. Ha pestato di brutto sull’acceleratore correndo da due volte campione del mondo. Con orgoglio e talento. Voto 9. La vittoria è una di quelle, a suo modo, meritate.

    Button: last chance

    Non incanta con fuochi d’artificio ma riesce ad avvicinare Hamilton in classifica generale. Quel tanto che basta per non essergli d’aiuto. E per fargli dire: se ci crede lui, ci credo anch’io. Non pensa al fatto che, comunque vada, il mondiale non potrà essere suo. La sua presenza sul podio si preannuncia costante. E fastidiosa. Ma per chi? Stavolta ha tolto tre punti ad Alonso ma nessuno a Vettel. Voto 7.

    Alonso: chi mal comincia

    Si addormenta in partenza ma con una gran staccata riesce a non perdere posizioni su posizioni. Siamo di fronte, forse, al peggior Alonso dell’anno. Soprattutto nella prima parte di gara. Non è chiaro se sia lui incapace di trovare il ritmo o se non si fidi della tenuta delle gomme e faccia di tutto per non stressarle. Fatto sta che becca due secondi al giro dai leader. Ed uno secco da Maldonado. Senza le disgrazie altrui, staremmo raccontando una Caporetto. Voto 6, nel complesso.

    Di Resta: red passion

    Forse le voci di un interessamento della Ferrari lo hanno galvanizzato. Chiude dietro ad Alonso conquistando il suo miglior piazzamento in carriera. La Force India c’è. Lui non stecca. Voto 8+.

    Rosberg: massimo sforzo

    Ecco cosa può ottenere la Mercedes di oggi: un quinto posto a Singapore è il massimo risultato con il massimo dello sforzo. E meno male che arrivano due ritiri di chi sta davanti. Voto 8 a Rosberg. Pensando ad Hamilton, ci vuol coraggio a firmare oggi per il team di Brackley.

    Raikkonen: ma c’è?

    Qualifica deludente. Gara anonima. Ma alla fine Raikkonen c’è anche stavolta sul traguardo. Ringrazia in modo composto Grosjean per avergli regalato una posizione e porta a casa altri punti buoni per la classifica. Resta terzo nel mondiale e riesce a mettersi dietro Lewis Hamilton. Voto 5.

    Grosjean: sì che c’è!

    Voto 8. E’ il biondo di passaporto francese a far vedere il vero, misero, potenziale della Lotus. Il triste esito del GP di Singapore suona come una condanna per il team di Enstone: va bene tutto, ma non c’è abbastanza margine per credere sul serio che Kimi possa vincere il titolo. Altrove andranno forte. Da qualche parte riusciranno finalmente a vincere una gara. Ma costanza di rendimento e tattiche impeccabili non fanno parte del repertorio del 2012.

    Massa: confermiamo?

    C’è del buono nella prestazione di Felipe Massa. I suoi tempi sul giro erano degni di Hamilton e Vettel. Passi l’eliminazione in Q2 durante le qualifiche. Voto 9. Siccome noi non siamo dei palati fini ma gente che ama vedersi sbattuta la realtà in faccia, va data la massima importanza alla manovra del sorpasso su Senna. Ora vi spiego il perché: il solito Massa in quella situazione avrebbe avuto due scelte: non tentare o tentare e sbattere da qualche parte. La seconda possibilità non avviene sì per bravura ma anche per una gran dose di fortuna. Ecco, qui volevo arrivare. Se un pilota torna ad essere fortunato, vuol dire che ha risolto tutti i suoi problemi. Siamo d’accordo con Alonso (che di fortuna se ne intende): non vediamo nessuno in giro meglio del paulista.

    Webber: fuori ai punti

    Esce dai punti per una penalizzazione scaturita dalla battaglia con Kobayashi. Con tutto il rispetto per la Sauber, era a Monza che la macchina svizzera volava. Non a Singapore. Come un pugile che ne prende di santa ragione ma non stramazza al tappeto, Webber accusa colpo su colpo ed ora si trova fuori dai giochi senza neanche essersene reso conto. A Monaco ha vinto da eroe. Poco più di 100 giorni fa. A Singapore ha alzato bandiera bianca da subito. Voto 4.

    Maldonado: il valium funziona

    Non so cosa gli abbiano somministrato quelli della Williams prima della gara ma… ha funzionato! Nessuna partenza anticipata, nessun botto, nessuna entrata ruvida. Ci tiene a non fare danni e ci riesce. Perde qualche posizione ma non si può avere tutto dalla vita. Voto 8. Aveva il quarto posto in mano quando il destino ha deciso che il digiuno di punti dovesse proseguire. Digiuno iniziato, ironia della sorte, proprio dopo quella strana vittoria di Barcellona.

    Schumacher: la stella non brilla

    A differenza di tanti altri commentatori, fatico a credere che il brutto tamponamento di Schumacher su Vergne sia solo frutto di un errore di valutazione. La faccenda che, siccome ha 43 anni, ci vede poco al buio mi sembra ancor più comica. Certi errori li ha fatti anche di giorno. Li ha fatti sempre. Un po’ meno quando partiva primo e dominava. Grazie al piffero. Ciò non toglie che la sua prova sia da bocciare. Forse non aveva scaldato bene i freni? Forse un problemino tecnico. Forse un avvallamento del terreno fatale.Voto 4+. Il più è per il memorabile modo in cui liquida le affermazioni della giornalista RAI Stella Bruno. Di fronte a qualche domanda vagamente provocatoria, dopo vent’anni di sopportazione, trova finalmente il coraggio di dirle ciò che ha sempre pensato di lei:”So che tu non puoi capire quello che è successo…”. Ora forse, finalmente, potrà appendere il casco al chiodo sereno.

    Hamilton: voto 10

    Poco altro da aggiungere. Non solo la McLaren. Anche lui è su un altro pianeta. Qui, sulla Terra, però, le gare durano 300 e più chilometri.