GP Singapore F1 2014: il Processo al Gran Premio di Marina Bay [FOTO]

Formula 1: processo al Gran Premio di Singapore 2014

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    GP Singapore F1 2014: il Processo al Gran Premio di Marina Bay [FOTO]

    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato al Processo al Gran Premio di Singapore 2014. Analizzando quanto accaduto sul circuito di Marina Bay, ci sono un paio di argomenti caldi che crediamo sia giunto il momento di affrontare. Stavolta vogliamo allargare l’orizzonte del ragionamento e, con 5 gare restanti da qui a fine stagione, approfittando dell’arrivo in cima alla classifica mondiale per la prima volta di Lewis Hamilton, chiederci chi – ad oggi – meriti di più il titolo tra lui e Nico Rosberg. Di fatto, i due sono ancora perfettamente in parità. Salvo colpi di scena, si giocheranno tutto nell’ultima gara di Abu Dhabi che, lo ricordiamo, regalerà punti doppi. Nel pepato dualismo tra l’inglese ed il tedesco… da che parte state?

    Altro tema bollente che è giusto riguarda il destino di Fernando Alonso. Pare che lo spagnolo incontrerà la Honda tra due settimane a Suzuka in occasione del GP del Giappone per ascoltare la loro proposta e decidere definitivamente se lasciare la Ferrari o meno. Secondo alcuni sarebbe una liberazione per tutti. Anche per Maranello…

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    CASO 1: Rosberg o Hamilton, chi tifare per il rush finale?

    ROSBERG. No, perché si fa un bel parlare di Fernando Alonso che non vince una mazza dal 2006 per colpa di una Ferrari da comiche o giù di lì. Nico Rosberg allora cosa dovrebbe dire? O fare? Ha vinto zero titoli ma ha dimostrato negli anni di sapersela giocare alla pari con tutti. Compreso un certo Michael Schumacher. Non so se rendo. E pure Hamilton se lo sa tenere grandemente sotto tiro. Si gioca le sue carte. Lo stuzzica e lo manda in crisi dal punto di vista psicologico sapendo che è quello il tallone d’Achille di un pilota, altrimenti, imbattibile. E’ sempre lì. Solo l’affidabilità della Mercedes lo può mettere KO.

    HAMILTON. Giustizia è fatta. Hamilton arriva finalmente in cima alla classifica mondiale dopo una serie di sfortune che gli hanno reso il cammino clamorosamente in salita. E’ il più forte e merita che il mondo lo sappia. Ha la ragione dalla sua: andando a vedere gli sconti diretti tra lui e Nico in tutte le volte nelle quali non ci sono stati problemi tecnici da una parte o dall’altra a condizionare il risultato finale si scopre che sia per la qualifica che per la gara è l’inglese ad avere la meglio. Di poco. Ma è comunque lui. In una stagione tiratissima sono i dettagli a fare la differenza.

    CASO 2: Alonso sì o Alonso no?

    ALONSO SI. Alonso deve restare in Ferrari per una serie di ragioni. Innanzitutto personali: buttarsi nella scommessa McLaren-Honda può essere pericolosissimo. I giapponesi fanno grandi promesse ma è tutto da dimostrare che siano capaci di sfornare una macchina vincente nell’immediato. La McLaren non vince un titolo dal 2008. Sarà capace di risvegliarsi all’improvviso? C’è anche una questione morale sul conto di Alonso: passare alla storia per l’ennesimo “tradimento” dopo tante e reiterate dichiarazioni d’amore per il Cavallino Rampante potrebbe macchiare in modo indelebile la reputazione dello spagnolo.

    ALONSO NO. Alonso deve lasciare per non andare in depressione totale e provare a dare un ultimo colpo di coda alla propria carriera. L’asso di Oviedo deve provare nuove strade ben sapendo che la Ferrari non potrà essere competitiva ai massimi livelli almeno per altri 3-4 anni, vale a dire fintanto che non sarà entrato a pieno regime il nuovo corso Marchionne. Ammesso e non concesso che basti un nuovo presidente per rivedere il tricolore sul gradino più alto del podio. La Rossa è una scommessa persa e senza più possibilità di recupero. Cambiare aria è doveroso anche per il Cavallino stesso: se a Maranello si tolgono il peso del dover vincere per forza e scelgono di affiancare all’esperto Raikkonen un giovane piloti con il quale ricostruire un gran futuro, sarà come liberarsi da una maledizione. Tenere Alonso obbliga a vincere e dà una pressione ormai insostenibile. Cambiare pagina sarà doloroso nel brevissimo periodo ma consentirà di respirare aria fresca per un po’. E ricaricare il team di entusiasmo e belle idee.

    Twitter: @pierimanuel