GP Singapore F1 2014, qualcuno rischia di restare senza benzina?

A Marina Bay si consumerà più benzina che in qualunque altra gara del mondiale di Formula 1

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    GP Singapore F1 2014, qualcuno rischia di restare senza benzina?

    E’ uno dei tracciati più impegnativi per il consumo di carburante, quello di Marina Bay. I 5 chilometri e poco più del Gran premio di Singapore si caratterizzano per continue ripartenze, alla richiesta della massima trazione. Con l’introduzione del limite di consumo fissato a 100 kg e introdotto quest’anno, la gestione di gara potrebbe essere delicata per più d’un pilota. Sappiamo ormai come la Williams sia una delle monoposto che consumano meno, mentre Renault e Ferrari hanno dimostrato – specialmente la seconda – di avere motori turbo particolarmente assetati. Aggiungiamo il divieto di comunicazioni via radiosul flusso di carburante o l’adeguamento di mappature ed ecco che potrebbero sorgere difficoltà in gara, la più lunga dell’intero mondiale. Guarda anche:

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    «Queste brevi scariche di potenza richieste naturalmente richiedono un’ottima curva di coppia e guidabilità, ma comportano anche un incremento del consumo. Useremo il quantitativo più elevato di benzina per giro di tutta la stagione a Singapore e saremo al limite dei 100 kg consentiti», svela Remi Taffin, capo delle operazioni in pista di Renault Sport.

    «Lo scorso anno abbiamo utilizzato 150 kg di benzina, il 30% in più: qui, più che altrove, vedremo i benefici e guadagni ottenuti sull’efficienza dei motori». In realtà ben difficilmente ci sarà qualcuno che resterà a secco, perché da un lato si avrà il ritmo sul giro ideale da mantenere, già calcolato dalle prove libere 2, per chi farà gara solitaria, mentre gli altri piloti, magari in battaglia per la posizione, possono contare sul display del volante sul consumo e il target da mantenere, rendendo secondaria la comunicazione con il muretto. Semplicemente dovranno essere più abili a gestire il tutto dall’abitacolo, senza l’ausilio del box.

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    Tante frenate significa anche un intenso utilizzo dei sistemi di recupero dell’energia, da immagazzinare nell’Ers. «Ogni frenata è lunga e impegnativa, specialmente nella zona intorno la sezione dell’hotel, tra le tribune, nella quale il Kers riuscirà a recuperare energia sufficiente per tenere le batterie a un alto livello di carica per tutto il giro. Si userà meno l’MGU-H (quella attivata dal calore generato dai gas di scarico; ndr) perché i rettilinei sono corti e non danno un tempo così ampio perché si generi un flusso costante dagli scarichi», spiega sempre Taffin.

    Fabiano Polimeni