GP Singapore F1 2014, Raikkonen sui team radio: “Non parlo molto, va bene così”

Alla vigilia del Gran premio di Singapore, i piloti dicono la loro sul divieto di molte comunicazioni via radio

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    A lui, probabilmente, non importa proprio nulla delle restrizioni sulle comunicazioni radio in vigore dal Gran premio di Singapore. Kimi Raikkonen è noto per essere uno taciturno, così le nuove disposizioni della Fia sembrano fargli un bel favore. Nel corso della conferenza stampa del giovedì, inevitabile fosse questa la notizia al centro dei riflettori, con i piloti chiamati a esprimere la loro opinione su un cambiamento che non stravolgerà certo le gare, ma rendere più complessa la gestione dei gran premi. Basti considerare che oltre un terzo delle comunicazioni radio scambiate a Monza, oggi sarebbero vietate. «Non parliamo molto via radio, se non ci sono problemi. [In quest'ultimo caso] le cose potrebbero complicarsi se devi cambiare alcuni settaggi per riuscire a finire la gara. Non so cosa prevedono le regole in queste situazioni, ovviamente sarà tutto più complicato per noi [piloti], ma fa parte del gioco, quindi va bene», ha ammesso Kimi. Guarda anche:
    Minimizza anche Fernando Alonso, che spiega: «Non ci sono grosse differenze che andranno a impattare sulla gara o nella preparazione del week-end, almeno nel nostro caso. Non abbiamo mai usato la radio per [comunicare sulle] performance o qualcosa che fosse collegato. Semplicemente per controllare le temperature, parlare sul traffico o decidere le strategie. Per noi non avrà un grande impatto, quanto agli altri team, non so bene per cosa usino la radio».

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    Un punto centrale sulla gestione della gara e le difficoltà che avranno certi team, l’ha toccato Marcus Ericsson, parlando dei volanti 2014 e di come sulla sua Caterham – come anche in Lotus e Red Bull – non abbiano lo schermo lcd con tutte le informazioni utili per sopperire alle informazioni ricevute dal muretto:

    «Mi piace l’idea [di vietare le comunicazioni], è un bene lasciare i piloti più concentrati. Per noi, in quanto piccolo team, sarà più complicato non avendo un grande display sul volante. Molte delle altre squadre ce l’hanno e possono avere tante informazioni».

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    Tornando ad Alonso, l’analisi del ferrarista compara il divieto dei team radio a quello sul Fric: «C’è molta attenzione mediatica, come sul Fric, ma l’impatto sulle gare non è stato nulla di speciale, sarà lo stesso in questo caso. Alcune raccomandazioni o qualunque altra cosa, non cambiano lo stile di guida».

    Possibile che non ci sia nessun pilota contrario? In effetti, Pastor Maldonado si schiera contro la decisione e dice: «Di certo non è la cosa migliore da fare, specialmente con tutti i sistemi complessi che abbiamo».

    Fabiano Polimeni