GP Spagna F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani [FOTO]

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    GP Spagna F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani [FOTO]

    Un lunedì che lascia storiditi, dopo la sbornia rossa di Barcellona. Un Alonso perfetto, una Ferrari perfetta. Il termometro del perché l’asturiano non fosse preoccupato del ritardo in classifica da Vettel è rappresentato da Massa. Quando Felipe viaggia come non gli si vedeva fare da anni, agguantando il podio, è chiaro chiaro che la F138 rappresenta quell’arma in grado di lottare per il titolo mondiale.

    Si conferma al solito Raikkonen, mettendo in cascina un secondo posto importante e prezioso, ma con qualche dubbio sulla velocità pura della Lotus in gara. E la Red Bull? Per non bruciare le Pirelli al posteriore adottano un assetto che manda in crisi le anteriori. Vettel nel dopogara ribadisce di avercela con il fornitore e non con la macchina. Non basta, al Montmelo sono stati lenti come non è consentito a un campione del mondo. Tra gli altri, note di merito anche per Di Resta e Ricciardo, oltre a un Rosberg onesto. Bocciata per l’ennesima volta una Mercedes inconcludente.

    Alonso, 10

    Gp Formula 1 Barcellona   Gara

    Non ha fatto la pole? Chissenefrega. I mille metri dopo il via, ieri al Montmelo, fanno dimenticare una Ferrari ancora non perfetta in qualifica. Partenza perfetta, lui come Massa, ma era qualcosa a cui eravamo già abituati. In rettilineo non c’è spazio per recuperare posizioni, bene, inventiamolo lo spazio. E Nando sfoggia intelligenza e piede per mettersi a caccia di Vettel già dalla curva quattro. Ha la freddezza di variare la traiettoria nel richiamo della chicane per privilegiare l’accelerazione in uscita, poi giù il piede, kers e sorpassone all’esterno su Hamilton. Già vale il prezzo del biglietto. Il resto è una simbiosi perfetta con la F138 e strategia perfetta, a partire dal pit stop anticipato rispetto agli avversari. Reale.

    Raikkonen, 7 e 1/2

    Gp Formula 1 Barcellona   Gara

    Inizia a serpeggiare un’idea che, forse, poi non è così campata in aria. La Lotus gestisce alla grande le gomme Pirelli, si permette una sosta in meno rispetto a tutti e va a podio. Stesso copione del Bahrain. Cosa sarebbe accaduto se avesse fatto le quattro soste della Ferrari? Probabilmente saremmo a raccontare la stessa storia, quel che manca alla Lotus è un extra velocistico che non è compensato dalla gestione delle gomme. Tradotto: aveva margine per spingere Raikkonen ed è stato frenato dalla strategia a tre pit, oppure, più di quanto espresso era fuori portata? Nei primi giri il finlandese ha impiegato un po’ prima di portarsi a ridosso di chi lo precedeva e attaccarlo, evidentemente scelta dettata dall’esigenza di preservare le Pirelli per poi spingere più avanti nello stint. Per una volta, vorremmo vedere una Lotus meno “splendida” sulla gestione gara e più arrembante.

    Massa, 9

    Gp Formula 1 Barcellona   Gara

    Gli manca il sorpasso del compagno di squadra, roba evidentemente che devi inventarti, ma il Felipe di Barcellona fa una gran gara, sfruttando il potenziale della F138 e senza perdersi come troppo spesso gli era accaduto dopo la sosta ai box. Anzi, beneficia anche lui dello stop anticipato e sa esprimere il ritmo giusto per salire sul podio. Un neo? Aver perso forse un po’ troppo tempo dietro a Hamilton nei primissimi giri di gara, ma l’equilibrio tra aggressività e gestione gomme evidentemente non gli consentiva di più.

    Vettel, 6. Asseconda i limiti di assetto della Red Bull, costretta a scaricare l’anteriore per non bruciare le gomme dietro. Ma così facendo le difficoltà le ha tutte davanti, con l’anteriore sinistra. Vede andar via Alonso e non può far nulla, come nulla può su Raikkonen che recupera nella prima parte di gara, dopo essersi sbarazzato di Hamilton. Errori anche di strategia del box, che lo lascia troppo a lungo fuori prima di richiamarlo per la seconda sosta: che senso aveva?

    Webber, 6- . Stesse considerazioni fatte per Vettel, sulla Red Bull che si ritrova tra le mani. Ma per l’australiano ancora una volta incide una partenza disastrosa. Gli va dato atto di aver recuperato salvando il salvabile. “Non basta, guidi una Red Bull” gli avremmo detto l’anno scorso. Oggi, forse non è più così scontato e finire subito dietro a Vettel è il massimo cui puntare.

    Rosberg, 6 ½. Si era intestardito a resistere a tutti i costi in Bahrain. E’ finita in una debacle. A Barcellona accende la lampadina e capisce che è meglio fare la propria gara, ovvero, portare a spasso la Mercedes sperando che tagli il traguardo senza far troppe figuracce con i cambi gomme. Ce la fa ma il merito è un altro: ha azzerato Hamilton (voto 4), lo stanno ancora cercando tra La Campsa e La Caixa, perché non s’è mai visto. E’ il riscatto del tedesco, a Montecarlo Lewis batte per il contro-break.

    Di Resta, 7. L’exploit di Sutil in Australia, al rientro dopo una stagione fermo in tribuna, avevano fatto passare Di Resta per un bollito. Dimostra che è buon pilota e sa andar forte quanto il compagno di squadra con un settimo posto di assoluto valore. E’ il primo alle spalle dei top team. Veloce.

    Button e Perez, 5 . Troppo presto per giudicare le evoluzioni portate dalla McLaren, certo è che il pacchetto non sembra aver fatto miracoli. Finiscono entrambi a punti, con Button che ha il merito di aver rimontato da centro gruppo, mentre Perez quello di aver dato l’idea di esser più lottatore in certe fasi di gara. Ottava e nona posizione non bastano comunque per giudicarne le prestazioni assolute. Rimandati (per l’ennesima volta).

    Ricciardo, 7. Ancora a punti, l’australiano si sta conquistando sul campo le attenzioni che lo vorrebbero in Red Bull al posto di Webber. Detto che la Toro Rosso a Barcellona ha prodotto numerose novità tecniche, lui sa sfruttarle al meglio, dimostrando di essere un gradino superiore al compagno di squadra. Se continuerà così, tra lui e la Red Bull c’è solo Raikkonen. Credici.

    Mercedes, 3. Al sabato il baffo di Dieter Zetsche era più felice di Lauda. Domenica, probabilmente non ha guardato nemmeno la gara. Il fuoco di paglia della prima fila ormai è storia che si ripete con una certa frequenza, sarebbe il momento di iniziare a lavorare seriamente su come gestire le gomme, perché dal rientro in Formula 1 non c’è stato un istante che a Stoccarda le abbiano sapute assecondare. E la storia delle attenzioni sul 2014 non regge, quelle quattro cose nere ai lati della macchina saranno comunque lì. Al lavoro, ma sul serio.