GP USA F1 2013, Austin: Valsecchi critica la scelta di Kovalainen! La Lotus difende l’italiano

Davide Valsecchi merita un approfondimento

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    GP USA F1 2013, Austin: Valsecchi critica la scelta di Kovalainen! La Lotus difende l’italiano

    La storia recentissima di Davide Valsecchi merita un approfondimento. Non tanto perché il ragazzo, superato nelle preferenze della Lotus come sostituto di Kimi Raikkonen da quel “mezzo pensionato” di Heikki Kovalainen, ha vinto il record mondiale di attapiramento. Quanto, semmai, perché apre due interessantissimi fronti di discussione. Da una parte obbliga ad una seria riflessione su quali siano, a questo punto, le sue reali chance di poter mai diventare un vero pilota di Formula 1. Dall’altra, facendo leva sul ben noto (mediocre) potenziale di Kovalainen, rende possibile capire un po’ meglio se la recente crescita competitiva di Grosjean è merito suo o di un calo di Raikkonen.

    Kovalainen pietra di paragone per Raikkonen e Grosjean

    Mettiamola in questo modo: se Grosjean darà paga a Kovalainen, tutto normale, cioè tutto bene. In caso contrario, forse vanno riviste alcune sentenze già scolpite sulla pietra. Forse non è Romain ad essere cresciuto ultimamente ma Raikkonen ad essere stato sopravvalutato? Questa informazione serve. Non solo per dare altri impulsi alle chiacchiere da bar. Serve moltissimo. Per due ragioni: perché dal prossimo anno il biondo di Espoo sarà un pilota Ferrari (detto tutto); perché, inoltre, alcuni addetti ai lavori si sono giocati la casa scommettendo che un Alonso al volante della Lotus avrebbe conteso il titolo a Vettel fino all’ultima gara. Non si saprà mai la verità. Ma, certamente, vedere un Kovalainen che va forte come (o più) di Grosjean, può far crescere qualche ulteriore sospetto che i detrattori di Iceman abbiano ragione…

    Valsecchi: “Accetto la scelta, ma non capisco…”

    Davide Valsecchi non ha ancora digerito il boccone amaro. Si sforza di fare buon viso a cattivo gioco. Non vuole assolutamente spalare letame sul team Lotus che, comunque, è ancora la sua unica speranza di stare in Formula 1. Ma le parole che rilascia ai giornalisti che lo pressano sono pesanti da articolare. E’ un leone in gabbia. Ha una voglia matta di buttarsi in macchina e fare furore. Crede di avere le qualità. “E’ una sconfitta sportiva per me – ha ammesso alla RAI – se avessero preferito a me Hulkenberg che sta facendo belle cose, lo avrei accettato. Anche se fosse arrivato Maldonado, ci avrei pensato. Ma così brucia davvero tanto. Kovalainen è un pilota che era già mezzo in pensione. Quest’anno ha fatto qualche apparizione nelle prove libere e non è andato nemmeno tanto forte. Io mi sentivo pronto. Avrei messo in pista una grandissima grinta e determinazione, perché sarei stato di fronte alla mia grande occasione. Quello che chiedo è solo di avere l’occasione di mettermi in mostra. Credo di meritare questo palcoscenico. Comunque sia, loro sono i capi e loro prendono le decisioni. Sanno quello che fanno e li rispetto”. Il campione della GP2 ha ancora una speranza: se Kovalainen deludesse ed il terzo posto nel mondiale costruttori fosse inarrivabile, potrebbe esordire tra una settimana in Brasile. Anche per questo, come già ricordato, ha pesato molto le parole cercando sempre di non andare in rotta con Boullier e Lopez.

    Lotus, Lopez:”Abbiamo agito per il bene di Davide”

    Mentre qualcuno tra gli addetti ai lavori dà la colpa al manager di Valsecchi di non essersi mosso in modo ottimale in questi mesi ed altri definiscono questa bocciatura come una pietra tombale sulla carriera in Formula 1 del pilota di Erba, Gerard Lopez - patron della Lotus - va controcorrente e spiega di aver agito nel bene dell’italiano:“Volevamo uno esperto. Se fossimo stati alla 10a o 11a gara, allora ci avremmo pensato perché avrebbe avuto più gare davanti a sé. Adesso è come quando un giovane vuole bersi un drink ed i genitori glielo vietano. Lo fanno per il suo bene anche se lui non lo capisce”. Il paragone è alquanto ardito visto che Valsecchi ha, in verità, mostrato di poter reggere pressioni e obiettivi difficili da raggiungere come la lotta al vertice nel campionato GP2. “Lui si merita al 100% un sedile ma non in questa situazione – ha aggiunto Lopez - al suo posto ucciderei per correre. Lo capisco. Ma puntare al terzo posto nei costruttori è una priorità per noi”.