GP USA: il circuito di Indianapolis

Indianapolis è un circuito con un nome che parla da sé

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    GP USA: il circuito di Indianapolis

    Indianapolis è un circuito con un nome che parla da sé. Un nome che dice molte cose ed anche diverse tra loro. Un conto è se viene associato alle corse automobilistiche, un’altro se accostato “solo” alla Formula 1.

    A noi ci interessa questo secondo caso. Ed è da lì che cominciano le dolenti note.

    Siamo negli Usa, stato dell’Indiana. L’impianto ha orgine nel lontano 1909 e basti questo per poterlo definire un cardine assoluto del pianeta dei motori. Qualcuno lo associa a Monza, Le Mans o Montecarlo. Probabilmente è persino qualcosa di più.

    Se, però, smettiamo di pensare all’ovale della 500 miglia e guardiamo in casa nostra. Non possiamo assolutamente usare gli stessi toni enfatici.

    Il circuito per la F1 sfrutta la 1a curva sopraelevata, da percorrere in contromano, e poi – superato il traguardo – c’è una staccata nella quale si può superare con una curva verso destra che porta al tratto misto con curve anche molto lente che si snoda all’interno del catino tra parcheggi e vie di collegamento. Anche lì è presente un allungo al termine del quale si possono tentare dei sorpassi.

    A parte il vergognoso 2005 di cui – è bene ricordarlo – ha colpa SOLO la Michelin, per il resto si sono viste sempre gare interessanti. E di questi tempi non è poco…

    Dati del circuito:

    Lunghezza: 4.192 km

    Numero di giri: 73

    Totale: 306,016 Km

    Record in prova: R. Barrichello – 1’10”223 (2004, Ferrari)

    Record in gara: R. Barrichello – 1’10”399 (2004, Ferrari)

    Links:

    Mappa dal satellite

    Sito Ufficiale