GP Valencia F1 2012: le pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle dal Gran Premio di Valencia 2012 che vedono super premiato Fernando Alonso

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    GP Valencia F1 2012: le pagelle di Paolo Zermiani

    Le pagelle del Gran Premio d’Europa di Formula 1 2012 parlano una sola lingua: quella di Fernando Alonso. Davanti al pubblico di Valencia, l’idolo di casa mette a tacere una volta per tutte ogni residua perplessità giacente tra i suoi detrattori. La prestazione è dedicata a quelli che non hanno abbastanza memoria. Tutti gli altri, già lo conoscevano per come è. Così: forte. Forte. Fortissimo. Talmente immenso da sembrare persino fortunato. Tutto gli gira per il verso giusto. Perché se lo merita. Perché riesce a crearsi le opportunità come solo i più grandi fuoriclasse sanno fare. Se la sorte non la chiami. Lei non risponde. In tal senso merita un applauso senza fine anche Sebastian Vettel che ha moltissimo da arrabbiarsi nei confronti dei commissari di gara che, pur di ravvivare la gara, gli confezionano una polpetta avvelenata sotto forma di safety car. Così, ragazzi miei, non si fa. No. Proprio no.

    Fernando Alonso: standing ovation!

    Voto 10 e lode. Servono parole? Non ne bastano né mille, né un milione per raccontare quanto accaduto a Valencia. E’ questo il senso dello sport. L’impresa. Il cuore. L’onore. La vittoria. La gioia. Le lacrime. La gente. Gli amici. Il campione. L’attimo. L’amore. Qualcuno potrà dire: io c’ero. Tutti gli altri, non capiranno. Mai.

    Kimi Raikkonen: troppi rimpianti

    Vuole la vittoria. Non si accontenta del secondo posto. Kimi Raikkonen macina, però, troppi rimpianti. Sin dalle qualifiche e poi in partenza c’è qualcosa che non va. Sta dietro al compagno di squadra come se avesse a che fare con un mostro sacro. Di cosa si stupisce, poi? Con questa Lotus deve puntare in alto e centrare il bersaglio. O no? Voto 6, al più.

    Michael Schumacher: podio non nel suo stile

    Ha accarezzato il sogno del podio in varie occasioni. Lo vede concretizzarsi quando è lui il primo a non aspettarselo. Eppure le avvisaglie c’erano. Il box Ferrari, in tempi non sospetti, aveva calcolato il rabbioso ritorno del tedesco pensando che potesse addirittura finire con l’impensierire il successo di Alonso. Voto 8. Quello che lascia perplessi è che questo terzo posto non è certo un risultato alla Schumacher. Non è un risultato degno di un colosso come la Mercedes che punta a vincere il titolo. Ross Brawn stavolta ragiona da team di seconda fascia e fa una mossa in stile Sauber.

    Mark Webber: quarto sia

    Ritrova l’abbonamento al quarto posto. Stavolta Webber la combina davvero bella. Anche lui si traveste da pilota di una squadra di serie B per tentare un azzardo che premia. Non aveva nulla da perdere. Guadagna molto. Il secondo posto nel mondiale. Ad esempio. Voto 8+.

    Hulkenberg e Di Resta: caldo propiziatorio

    Non è merito della scritta Sahara sulla loro macchina. Il caldo fa bene alle vetture di Vijay Mallya tanto quanto gli ultimi sviluppi portati in pista. Tanto per dire, è colpa loro se Alonso è fuori dalla Q3 del sabato. In gara accettano di osare con le strategie e sono premiati solo a metà. Hulkenberg rema senza kers per oltre mezza corsa e strappa un gran bel risultato. Voto 8 al tedesco. Voto 7,5 a Di Resta.

    Nico Rosberg: mentalità perdente

    Tenta la carta del cambio gomme in extremis per effettuare un rimontone griffato Pirelli. Gli va bene. Ma non benissimo. Pensate cosa sarebbe successo, però, se fosse uscita un’altra safety car nel finale e lui si fosse trovato con una fila di rivali davanti che giravano 2-4 secondi al giro più lenti. Anche qui, però, vale il discorso fatto per Schumacher. Dalla Mercedes ci aspetteremo una condotta di gara da top team. Non un ripiegare in difesa per colpire in contropiede sperando di pescare il jolly. Voto 6,5.

    Jenson Button: profeta triste

    Ancora nulla da fare. Aveva previsto una qualifica decente ed una gara pessima per colpa delle solite difficoltà nel capire le gomme. Ci ha preso. Voto 4.

    Bruno Senna: sballottato

    Si prende la sua dose di botte nel contatto con Kobayashi. Deve ringrazia la rivalità tra Hamilton ed il compagno Maldonado per essere riuscito a lasciare Valencia non a mani vuote. -Voto 5.

    Pastor Maldonado: opaca follia

    Non c’era nessun motivo al mondo per credere che alla fine Hamilton si sarebbe salvato dal sorpasso. Le performance delle sue gomme erano in caduta libera. Maldonado butta alle ortiche un podio certo. Alla peggio avrebbe chiuso con un ottimo quarto posto. Ora sì che lo riconosciamo: voto 3. La Williams non può permettersi certi regali.

    Felipe Massa: sgangherato

    Riuscirà a finire una gara con la macchina non danneggiata? Voto 5,5.

    Lewis Hamilton: il ritorno

    Come poteva credere di reggere alla lunga nel duello con Maldonado? Doveva pensare al campionato accettando di perdere qualche posizione. Il vecchio istinto del combattente a tutti i costi torna a ruggire. Per questo lo amiamo. Voto 5. Impossibile infierire.

    Romain Grosjean: quanta birra?

    Quanta birra aveva ancora da tirar fuori? Probabilmente abbastanza per mandare fuori di cervello quel Fernando Alonso che aveva avuto l’ardire di superarlo. Voto 9.

    Sebastian Vettel: rabbia al cubo

    La safety car buttata dentro per rovinargli la festa ha dello scandaloso. Non è un complotto contro di lui. Il regista oscuro della Formula 1 punta a non far scappare nessuno via e tenere alte incertezza e spettacolo fino alla fine. In tal senso non guarda in faccia a chicchessia! A motori spenti resta forte l’odore di una giustificatissima rabbia. Siamo di fronte ad un risultato ingiustamente perso che urla vendetta immediata. Voto 10. E’ il minimo.