Hamilton e la F1, c’è o non c’è?

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    Hamilton e la F1, c’è o non c’è?

    A Monza, fra qualche giorno, si concluderà il campionato GP2

    Lo aveva in tasca, ha rischiato di riaprirlo pesantemente ma poi ha rimesso in pista il talento ed ora ha un sensibile vantaggio da amministrare su Piquet Jr, il suo rivale.

    Sembra ancora molto acerbo, forse è presto per metterlo su una F1…

    Ma se si deve usare un aggettivo per il giovane britannico non possiamo non definirlo: impressionante.

    Certo quest’anno non è stato lontano da errori clamorosi, ma ha anche saputo stampare dei tempi e delle prestazioni veramente incredibili. In alcune (molte) gare è andato esageratamente più forte dei suoi compagni ed adesso le porte della F1 sono lì pronte ad aprirsi ai suoi piedi.

    Il suo tallone d’Achille si chiama poca esperienza, ma non dimentichiamoci anche come Raikkonen è approdato in F1.

    A complicare la vita ad Hamilton, però, ci si metteranno due elementi in più: essere alla McLaren non è come essere in un team qualunque.

    Ed essere compagno di Alonso… idem!

    Questi due aspetti, però, per un predestinato come Lewis potrebbero persino essere positivi.

    Ci sarebbe da “bruciare” molti talenti con un cocktail di questo tipo. Ma Hamilton sembra potercela fare.

    La grana Alonso potrebbe essere presto risolta prendendola così: non può altro che imparare da un campione di quel genere ed i due soprattutto al primo anno saranno sicuramente in buoni rapporti con Nano a fare da maestro e il baby a fare da allievo diligente.

    Il problema due. Vala e dire un superteam che ti può aspettare sì, ma solo fino ad un certo punto, invece, può essere superato vedendola come un privilegio il poter fare esperienza sin dall’inizio in un top team! Roba mica da poco…

    Queste erano le note liete. Adesso facciamo i conti con la dura realtà.

    In F1 non si scherza. Si fa, purtroppo, tremendamente sul serio. E bastano le parole di Dennis per ammosciare ogni entusiasmo:«Il posto giusto dove far crescere giovani talenti non e’ tra la pressione infernale dei GP. Per uno come Lewis vogliamo che alle spalle ci siano migliaia di Km di test. Vogliamo essere sicuri al 100% che possa apprendere ogni singolo processo nella maniera giusta».

    Questa, a ben vedere, più che una sentenza sembra un proclama. Ci sarà un durissimo inverno, quindi, per il baby-fenomeno? Lui se lo augura e, perché no, anche noi lo stiamo aspettando!