Hamilton sprona la McLaren: aerodinamica sbagliata, tutto da rifare

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    Hamilton sprona la McLaren: aerodinamica sbagliata, tutto da rifare

    AP/LaPresse

    Dopo Silverstone va preso atto di una situazione ormai evidente: la McLaren è in difficoltà tecnica. La gara di casa ha amplificato le carenze della MP4-27, che a differenza della Red Bull RB8, riprogettata in funzione della limitazione imposta agli scarichi soffiati, e della Ferrari F2012, è un’evoluzione della vettura 2011.

    Alla presentazione stupì tutti per essere anticonformista, con quel muso aggraziato, senza scalino, salvo poi capire che la strada scelta era sbagliata, correndo ai ripari ai test del Mugello.

    In campo aerodinamico sembra si sia costretti a copiare la soluzione migliore, senza margini di intervento con la fantasia.

    Anche Lewis Hamilton si è lasciato andare a critiche non troppo velate sul progetto originario della monoposto. Alcuni tabloid hanno riportato frasi come «fondamentalmente imperfetta», attribuendole al pilota inglese, che però ha precisato quella che è la situazione attuale. «Non ho usato quelle parole, lascerò usarle a voi», poi è sceso nei dettagli nell’intervista al Daily Mail: «Dovete guardare alle monoposto accuratamente: guardate le altre e la nostra vedrete che appare diversa». La conformazione del musetto è fondamentale per l’intera aerodinamica della vettura, visto che investe il modo di sfruttare i flussi e di indirizzarli lungo tutta la monoposto. Dalle voci che sono rimbalzate prima di Silverstone, la McLaren starebbe valutando per il progetto 2013 una soluzione in stile Ferrari, con le sospensioni pull-rod anteriori, in modo da consentire un musetto notevolmente più alto, che faccia passare più aria verso il fondo e le pance.

    L’interpretazione tutta Ferrari di un sistema in voga negli anni 90 e originariamente pensato per l’esigenza opposta, quella di monoposto con musetto basso, potrebbe essere dopo tempo immemore un campo in cui a Maranello tornano a far scuola sul piano tecnico. In particolare, il posizionamento quasi parallelo al terreno del tirante ha consentito di installare gli elementi elastici nella parte più bassa del muso, mentre l’altezza maggiore del musetto rispetto a tutti gli altri concorrenti è segnalata dalla particolare angolazione, molto più accentuata che sulle altre monoposto, dei triangoli delle sospensioni.

    Non è un tecnico aerodinamico Hamilton, ma punta il dito proprio contro la soluzione del musetto: «Quella è una differenza significativa. Non sono un aerodinamico ma dev’esserci qualcosa là: siamo concentrati in quella zona per la vettura attuale ma anche per quella del prossimo anno. Si tratta di un cambiamento troppo grande per questa stagione. Stiamo lavorando tutti al massimo: la squadra, io e Jenson e i tifosi che ci danno tutta la forza possibile. Ma al momento non basta».

    E’ tuttavia fiducioso Hamilton, nonostante la mancanza di aggiornamenti in grado di far compiere il balzo in avanti alla McLaren. «Né io né Jenson abbiamo avuto una monoposto che ci permettesse di far meglio, ma possiamo arrivarci, sono convinto».